Le Principali Regole SEO (Guida per Principianti)

Le Principali Regole SEO (Guida per Principianti)

In questo articolo presento 15 Regole SEO per indicizzare un sito e posizionarlo al meglio sui motori di ricerca.

Questo articolo è stato aggiornato a dicembre 2021.

Si tratta di una sintetica guida SEO creata per i principianti, pertanto userò un linguaggio semplice e comprensibile, inserendo link di approfondimento per chi volesse documentarsi meglio sui vari argomenti trattati.

La SEO è uno strumento fondamentale per aumentare le visite del proprio sito, ed è in grado di far crescere il tuo business.

Non è una strategia rivolta solo a webzine o blogger, ma anche a siti e-commerce, in quanto garantisce un traffico costante, di qualità e che non necessità di un investimento costante come avviene con Google Ads o Facebook Ads.

In poche parole, grazie alla SEO puoi fare in modo che un utente possa trovare i tuoi prodotti o servizi su Google, digitando ciò che cerca o anche effettuando una ricerca vocale.

Questa guida, scritta nell’aprile del 2014, è stata aggiornata a dicembre 2021.

Dopo aver letto il mio articolo, se vorrai saperne di più, ti ricordo che potrai richiedere la mia consulenza SEO.

Di seguito le principali regole SEO:

1 – Content is the King: crea contenuti di qualità

“Content is the king” è una frase che avrai sentito sicuramente molto spesso, sia in ambito SEO, sia nel web marketing in generale.

Infatti, se è vero che tutte le regole SEO hanno più o meno lo stesso valore, la qualità del contenuto è ritenuto il più importante fattore di ranking.

Leggi anche “I principali fattori di ranking dell’algoritmo di Google“.

Google ogni anno migliora i propri algoritmi di ricerca per riuscire a riconoscere quali contenuti sono di qualità e quali no, per questo, prima di concentrarti su tag title e description, devi comprendere che la qualità dei tuoi contenuti è il requisito alla base del tuo lavoro.

Google è un motore di ricerca, il cui scopo primario è fornire agli utenti risultati utili in base alle ricerche effettuate.

A seguito dell’aggiornamento algoritmico del 1° agosto 2018, e dell’introduzione di Google MUM nel 2021, avrai certamente notato che la SERP è cambiata.

Oggi, infatti, Google in prima pagina non propone 10 risultati simili, ma 3-4 gruppi di pagine web che rispondono a diversi intenti di ricerca.

2 – Una parola chiave per ogni pagina o articolo

Ogni articolo o pagina deve avere la sua parola chiave principale inserita in:

  • tag title
  • h1
  • meta-description

Assicurati anche di non chiamare la pagina “home” o “index” (per esempio), e assicurati che non ci siano pagine con lo stesso nome: è una pratica sbagliata che danneggia notevolmente la Search Eengine Optimization.

Se hai creato un sito con WordPress, per ottimizzare title e meta-description puoi utilizzare Yoast, Rank Math o altri plugin simili.

Ho inserito questo paragrafo in quanto, in passato, era pratica comune indicizzare una pagina per più parole chiave, per esempio:

  • Caraibi
  • Isole dei Caraibi
  • Isole dei Caraibi più belle

In passato, per queste 3 parole chiave era possibile creare un unico contenuto.

Oggi invece, è molto probabile che ognuna di queste parole chiave risponda a diverso un intento di ricerca diverso.

3 – Trovare le parole chiave corrette

A questo punto hai capito che ogni pagina necessita di una precisa parola chiave, ma come identificarla?

Uno degli errori più comuni, infatti, è scegliere le parole chiave in base alla propria esperienza o alle proprie intuizioni: niente di più sbagliato.

Le parole chiave si possono individuare con un SEO tool.

Sul mercato ne esistono moltissimi e prevedono quasi tutti un costo mensile, come per esempio:

  • SEMrush
  • Ahrefs
  • SERanking
  • SEO Tester Online

Leggi anche “I migliori SEO tools gratuiti“.

A parer mio, se il tuo scopo è individuare le parole chiave utilizzate dagli utenti, uno dei migliori SEO tools è lo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads.

Un ottimo software, il mio preferito, anche se non è completamente gratuito.

Per approfondire l’argomento puoi leggere i mio articolo “Come trovare le parole chiave per il tuo sito“.

4 – Inserire la parola chiave principale nel tag Title e nel Tag h1

Come ho già anticipato nei precedenti paragrafi, una volta individuata la parola chiave principale, le devi inserire nel tag title e nel tag H1.

Importante: molti SEO Specialist consigliano anche di non creare tag Title e H1 identici.

Oltre a inserire la parola chiave in questi 2 tag, devi costruite il titolo con l’obiettivo di attirare il lettore senza creare false aspettative. In altre parole, evita la strategia del “Click Bait”.

Non cedere quindi alla tentazione di creare titoli, che non rispecchiano pienamente il contenuto della pagina, solo per attirare più click. Il click bait porta, inevitabilmente, alla perdita di traffico organico.

Ti segnalo inoltre che, al di là della parola chiave che scegli, l’algoritmo di Google potrebbe decidere di posizionarti con una simile, ma non la tua.

La lunghezza ottimale di Tag Title e Tag H1 è tra i 60 e i 65 caratteri spazi inclusi, anche se, non è tanto un problema di numero di caratteri, ma di spazio occupato dal testo, ovvero di pixel.

In ogni caso, lo standard 60-65 è il più consigliato dai SEO Specialist.

5 – Inserire la parola chiave principale nel tag meta-description

Anche se la “Meta description”, che compare nella SERP, può essere creata indipendentemente dall’algoritmo di Google, il mio consiglio è di ottimizzarla inserendo la parola chiave principale della pagina, così come hai fatto per il tag H1 e il tag Title.

Oltre ad inserire la parola chiave principale, puoi valutare di inserire parole chiave correlate o sinonimi, tieni inoltre presente che la meta description compare nella SERP e incide sul CTR.

Sulla lunghezza della “Meta description” esistono opinioni anche discordanti. Io consiglio di ottimizzare la meta description con un testo tra i 130 e i 156 caratteri spazi inclusi.

6 – Stabilire l’intento di ricerca

L’intento di ricerca (search intent) è un concetto presente da sempre nello studio dell’algoritmo di Google.

Dall’aggiornamento del 1° agosto 2018 però, e successivamente con il rilascio di Bert e MUM, definire l’intento di ricerca è divenuta una pratica imprescindibile.

L’intento di ricerca può essere suddiviso in 4 macro-cateogire:

  • Intento Informazionale
  • Intento Transazionale
  • Intento Navigazionale
  • Intento “Indagine commerciale” o investigazionale

In alcuni casi, possono essere considerate come “Categorie” anche:

  • le ricerche locali
  • la ricerca di servizi/prodotti gratuiti

Ad ogni modo, non è sbagliato considerare solo 2 intenti di ricerca, ovvero l’intento transazionale e l’intento informazionale, in quanto le persone che effettuano una ricerca su Google, sostanzialmente hanno 1 dei seguenti obittivi:

  • Comprare qualcosa
  • Cercare informazioni su qualcosa

C’è poi chi ha ipotizzato anche che il “Covid-19” possa essere considerato come un intento di ricerca, in quanto oggi è quasi sempre presente nella SERP dal 2020.

Per approfondire l’argomento, ho creato questa guida SEO: Che cos’è l’intento di ricerca (search intent) per la SEO?

7 – Ottimizzare gerarchicamente i tag  headers

Vengono identificati con il termine “tag Headers” i tag che i si occupano dei titoli relativi ai paragrafi di una pagina web:

  • h1
  • h2
  • h3
  • h4
  • h5
  • h6

L’ottimizzazione di questi tag è fondamentale per agevolare la lettura della pagina sia da parte dell’algoritmo di Google, sia da parte degli utenti.

In genere, vengono inserite parole chiave correlate all’interno dei vari tag h2,h3 etc, ma questo non deve essere un mero esercizio tecnico.

Il risultato finale, infatti, deve fornire una struttura del sito coerente con il significato generale della pagina e dei suoi vari paragrafi.

La realizzazione di headers SEO friendly è considerato anche un fattore di ranking anche se non tutti i SEO specialist concordano su questo punto.

8 – Ottimizzare il Linking interno

Una pratica molto importante, in grado di incidere positivamente nella SEO, consiste nell’inserire link tra le varie pagine del sito al fine di collegarle, aumentando in questo modo il tempo trascorso sul sito dall’utente e le pagine visualizzate durante una singola sessione.

Le pagine, devono essere “Linkate” usando un principio di “Correlazione logica”.

Se per esempio in un mio paragrafo parlo della Thailandia in generale, al termine del paragrafo posso scrivere “Leggi anche cosa vedere in Thailandia”.

Riuscire a far inserire il link a pagine del tuo sito in altri, è un ottimo modo per scalare la SERP, soprattutto se si è presenti in siti autorevoli e molto visitati.

Questa pratica, se seguita in modo corretto, si chiama “Link building“.

Oggi comparare “Backlink“, ovvero link da altri siti, è considerata da Google una pratica sbagliata. Il “Link Building”, quindi, deve avvenire in maniera naturale e spontanea.

Ovviamente, è molto complesso ricevere backlink spontanei e molte aziende traggono benefici dall’acquisto di backlink.

Per saperne di più, leggi anche:

10 – Ottimizzare le immagini secondo la SEO

Molte persone tendono a non ottimizzare il tag alt e ill titolo delle immagini, mentre altri lo fanno in maniera sbagliata, cercando anche di ingannare i motori di ricerca.

Questi 2 elementi delle immagini vanno invece ottimizzati correttamente, inserendo parole che ne descrivano correttamente il contenuto.

Per approfondire l’argomento leggi anche “Come ottimizzare le immagini per migliorare la SEO“.

11 – Caricare la sitemap del sito su Google Search Console

Collega il tuo sito alla piattaforma gratuita di Google “Search Console”.

Questo servizio è il modo migliore per capire come procede l’indicizzazione del sito sui motori di ricerca.

Google Search Console, inoltre, fornisce dati su come ottimizzare il tuo sito, su cosa non funziona e ti avvisa sei hai ricevuto penalizzazioni manuali.

Nel 2020, Google Search Console è stato aggiornato per mostrare anche i segnali web essenziali.

12 – Non copiare i contenuti

I tuoi contenuti devono essere assolutamente originali, non possono pertanto essere copiati da altri siti.

Questo perché Google predilige contenuti che possano essere un valore aggiunto per chi naviga in rete, mentre un testo copiato non porta nessun beneficio a chi legge.

Un tempo si pensava che copiare un contenuto potesse penalizzare una pagina o addirittura un sito, ma oggi si sa che non è così, anche se bisogna fare una precisazione.

Pubblicare un testo copiato non comporta una penalizzazione, sempre che non si utilizzino tecniche “Black hat SEO“, ma di certo non si viene premiati per questo.

In poche parole, è molto difficile, se non impossibile, finire in prima pagina con un testo copiato, pertanto, se vuoi raggiungere la prima pagina sui motori di ricerca, hai bisogno di testi originali.

13 – Monitorare gli aggiornamenti degli algoritmi di Google

I risultati mostrati nella SERP sono governati dall’algoritmo di Google, una sorta di intelligenza artificiale. Gli aggiornamenti e le implementazioni di tale algoritmo possono determinare la fortuna o il declino di un sito, che si traducono in un aumento o in un crollo del traffico.

Lo studio e il monitoraggio dei “Google update“, pertanto, è fondamentale per avere un sito sempre aggiornato secondo le più moderne regole SEO.

14 – Speed Optimization: ottimizzare la velocità di caricamento delle pagine web

La velocità di caricamento di un sito, soprattutto da mobile, è fondamentale per garantire una buona user experience.

Segnalo inoltre che la velocità di caricamento è considerata  un “Fattore di ranking” (uno dei più importanti), in quanto incide su molti SEO KPI, come la frequenza di rimbalzo.

15 – Ottimizzare il sito per i segnali web essenziali

Una delle più importanti novità del 2020 è l’introduzione di un nuovo aggiornamento dell’algoritmo di Google, il “Page experience Update“.

Si tratta di un aggiornamento pienamente operativo da agosto 2021, sul quale Google ha speso molto tempo per fornire agli utenti tutte le info necessarie per ottimizzare il proprio sito.

Basta andare su Google Search Console, infatti, per verificare fin da subito se il tuo sito ha problemi relativi ai segnali web essenziali.

Se qualcosa non va, niente paura, Google Search Console ti suggerirà i SEO tools gratuiti per effettuare un’analisi più approfondita.

Per saperne di più sull’argomento puoi leggere:


3 risposte a “Le Principali Regole SEO (Guida per Principianti)”

  1. Elena ma non ho tutto chiaro ma sicuramente e’ spigato bene ma secondo me difficile da mettere in pratica

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