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6 tecniche Black Hat SEO assolutamente da evitare

Posizionare il proprio sito in prima pagina sui motori di ricerca è fondamentale per qualsiasi business, per questo molte aziende sono pronte a tutto pur di raggiungere questo obiettivo, anche a violare le regole SEO in favore delle tecniche Black Hat.

Le regole seo sono aggiornate frequentemente, tanto che alcune tecniche black hat oggi vietate, qualche anno prima erano consentite, quindi non è difficile trovarle in molti siti.

Raggiungere la prima pagina con le tecniche Black Hat può avere dei benefici non duraturi nel tempo, e se scoperti, si verrà esclusi dalla serp.

Leggi anche: Che cos’è il Black Hat SEO

Di seguito troverai 6 Tecniche Black Hat SEO più o meno recenti da evitare assolutamente.

Testo Nascosto

Questa tecnica è ancora molto utilizzata. Consiste fondamentalmente nel nascondere nel testo all’interno del codice HTML inserendo per esempio “display:none” o “hidden”, oppure utilizzando lo stesso colore del background o posizionandolo in un punto del body non raggiungibile da un normale schermo. Probabilmente ci sono anche altri modi ma al momento non ne conosco altri. Anche se può sembrare una “furbata”, è una tecnica sbagliata e potenzialmente letale per il proprio SEO (come tutte le tecniche Black Hat).

Doorway Pages

Sono pagine con contenuti “farlocchi”, create per ricevere numerose visite e poi reindirizzare gli utenti sul proprio sito.

Keyword Stuffing

Consiste fondamentalmente nell’inserire all’interno del codice html parole chiave per influenzare i motori di ricerca, e poi ovviamente nasconderle alla vista. Tutt’ora utilizzato, il keyword stuffing è la più antica una delle tecniche black hat SEO.

Page Stuffing

Simile al Keyword Stuffing, consiste nel duplicare una pagina che si è ben posizionata sui motori di ricerca nel tentativo di danneggiare la concorrenza. Questa tecnica oggi è praticamente inutile.

Article Spinning

Questa tecnica black hat seo consiste nel pubblicare sul proprio sito contenuti presi da altri e modificati a mano o utilizzando qualche software (i meno esperti tendono a copiare articoli di sana pianta).

Cloaking

Questa tecnica  black hat seo consiste fondamentalmente nell’inserire nei titoli e e nelle description parole chiave non attinenti al reale contenuto della pagina. Per fare un esempio, è come se io inserissi nel “Title” di questo articolo “Beyonce Nuda Video”, attirerei tanti click, ma finirei solo per danneggiare il mio sito.

Conclusioni sul Black Hat SEO

Portare il proprio sito in prima pagina su Google è molto importante, ma non lasciatevi mai sedurre dal “lato oscuro del SEO”, nel migliore dei casi raggiungerete dei buoni risultati per un periodo di tempo limitato, ma nel peggiore dei casi, verrete pesantemente penalizzati.

Se vuoi sapere come posizionare correttamente il tuo sito sui motori di ricerca, chiedi una consulenza SEO.

Di Stefano Gallon

SEO Specialist dal 2009, mi occupo dello sviluppo di strategie per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Appassionato di Politica e Influencer, che poi forse sono la stessa cosa.

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