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Google RankBrain: cos’è e come funziona l’algoritmo

Il 26 ottobre 2015 è stato ufficialmente rilasciato RankBrain, un “Machine Learning” ideato per supportare l’algoritmo di Google (Hummingbird) in circa il 15% delle ricerche Globali.

Anche se nel 2021 esistono nuovi e importanti algoritmi come Bert e Page Experience Update, RankBrain è ancora uno dei più importanti algoritmi di Google, tanto che poco dopo la sua comparsa è stato inserito tra i 3 più importanti fattori di ranking per la SEO, insieme a backlink e contenuto.

Al di là di quello che puoi trovare online, è inutile illudersi, perché come funziona realmente questo algoritmo, di certo non lo vengono a dire a noi.

Come sempre però, possiamo studiare e provare a interpretare il suo funzionamento.

Qual è l’obiettivo di RankBrain

L’obiettivo di RankBrain coincide con l’obiettivo di Google inteso come motore di ricerca, ovvero fornire all’utente il miglior risultato possibile, tenendo conto dello sviluppo sia di nuovi hardware, sia di nuovi software.

Di fronte ad assistenti vocali, smartphone, smartwatch, influencer, video, social network e linguaggi di programmazione sempre più evoluti, è chiaro che un motore di ricerca deve essere in grado di evolvere costantemente per fornire risposte adeguate.

Senza contare poi la necessità di far fronte a problematiche serie come la violazione del copyright, la privacy, il diritto all’oblio, le fake news e la Black Hat SEO.

Tutti sistemi che non fanno altro che studiare come aggirare l’algoritmo di Google.

Ecco quindi che Google ha deciso di creare RankBrain, un algoritmo in grado sia di analizzare i risultati già presenti sul web, sia di elaborarli nuovamente, in un secondo momento, per poi fornirne di nuovi e più aggiornati, perché appunto è in grado di “imparare”.

Non è chiaro come questo avvenga ma possiamo ipotizzare che i fattori presi maggiormente in esame da RankBrain siano traffico, condivisioni sui social network, backlinks, frequenza di rimbalzo e semantica.

Perché è stato creato RankBrain?

Dalle informazioni raccolte, RankBrain è stato creato perché ogni giorno vengono registrate nuove query di ricerca, e il numero cresce così tanto che Google (inteso come staff e algoritmi) non è in grado di farvi fronte fornendo una risposta in tempi brevi in termini di indicizzazione.

Per questo quindi è stato creato un programma che analizza le nuove query, le confronta con quello passate, analizza contenuti passati e recenti, fornisce una risposta, analizza nuovamente e fornisce nuova risposta.

(Questo potrebbe essere un esempio di come funziona RankBrain).

RankBrain è come Ultron?

Da molti SEO blog, esperti SEO, e magazine online, RankBrain è stato definito Rank Brain viene definito “Machine Learning”, ovvero una sorta di “Intelligenza artificiale” ma cosa significa? Non significa ovviamente che stanno per arrivare i Terminator, ma semplicemente che Google ha progettato un particolare programma in grado è stato progettato per essere in grado evolvere in modo da comprendere sempre meglio il significato delle parole chiave inserite nel motore di ricerca.

Come funziona RankBrain

Come funziona Google RankBrain e quali compiti esattamente svolga non è sicuramente facile da capire, ma dalle informazioni che sono trapelate da Big G, l’obiettivo di RankBrain è quello di “collegare” una parola chiave a un contenuto, anche quando quel contenuto non usa propriamente quella parola chiave, o usa una variante.

Proverò a spiegarmi in termini semplici.

Per prima cosa, se hai utilizzato lo strumento di pianificazione delle parole chiave avrai notato come Google tenda a “raggruppare” le parole chiave, diminuendo di fatti i risultati rispetto al passato,

Inoltre potreste aver notato come nella SERP compaiano risultati spesso diversi (nella forma, non nella sostanza) dalla parola chiave da te inserita.

Per comprendere meglio, vedi l’esempio di seguito.

Esempio sul funzionamento di RankBrain

Inserisco sullo strumento di pianificazione delle parole chiave “cosa vedere a Barcellona”, e subito riscontro che la frase è inserita nei motori di ricerca mediamente 9.900 volte al mese.

Insieme a “cosa vedere a Barcellona”, ho trovato anche altre interessanti parole chiave:

  • barcellona cosa vedere
  • cosa visitare a barcellona
  • cosa fare a barcellona
  • barcellona da vedere
  • posti da visitare a barcellona
  • barcellona cosa visitare
  • cosa vedere barcellona
  • barcellona visitare
  • da vedere a barcellona
  • visitare barcellona in 3 giorni
  • luoghi da visitare a barcellona
  • 10 cose da vedere a barcellona
  • barcellona posti da visitare
  • barcellona da visitare

A questo punto dovresti chiederti:

Come posso posizionarmi in prima pagina con tutte queste parole chiave? Devo forse scrivere un contenuto per ogni parola chiave?

Certamente, si nota subito che  alcune ricerche sono molto simili, e che, in un certo senso, quasi tutte potrebbe avere lo stesso tipo di contenuto come risultato.

Prima di andare oltre però, ti invito a fare un esperimento.

Vai in modalità anonima con il browser e cerca “cosa vedere a Barcellona”.

Di seguito mostro la mia SERP

cosa vedere a barcellona - serp google

Noterai che, nonostante la mia parola chiave sia “cosa vedere a Barcellona”, Google mi ha fornito risultati apparentemente molto diversi, come per esempio “Cosa fare Barcellona”, “Barcellona in tre giorni” e “Barcellona: Le migliori 10 cosa da vedere”.

Tutto questo molto probabilmente è merito anche di RankBrain, che è riuscito ad interpretare le pagine prese in esame, capendo che anche se hanno un titolo diverso, o se addirittura non contengono la parola chiave principale nel “Title”, sono comunque i migliori risultati per gli utenti per la parola chiave scelta.

Cosa prenda in esame Google RankBrain non è chiarissimo, ma da quello che sappiamo al momento, è in grado di capire (anche se non nell’immediato) quali sono risultati “preferiti” dagli utenti.

Quindi immagino che i parametri presi in esame siano probabilmente la frequenza di rimbalzo, i backlinks e le condivisioni sui social network.

Google ha poi sviluppato ulteriormente la capacità di apprendimento dell’algoritmo con il rilascio di Bert.

Un altro esempio del funzionamento di Google RankBrain

RankBrain serve anche per permettere al motore di ricerca di comprendere le “assurde ricerche” che spesso digitano gli utenti (soprattutto in Italia).

Di seguito trovi un esempio.

pena per chi uccide qualcuno - rankbrain googleCome puoi notare, la risposta alla query era la “Pena per l’omicidio”, e il compito di RankBrain è anche di comprendere questo tipo di ricerche.

Che tipo di ricerca vengono influenzate da RankBrain?

Da quanto si è potuto capire, RankBrain è stato ideato per comprendere soprattutto un particolare tipo di ricerche, le “long tail” (code lunghe), anche quelle che non contengono una parola chiave precisa, come per esempio:

  • Com’è il clima nella capitale della Spagna: ricerca generica / coda lunga

Questa ricerca, ora che c’è RankBrain, dovrebbe fornire più meno lo stesso risultato per “Clima Madrid”.

RankBrain, inoltre va, anche ad aiutare i contenuti scritti con titoli poco “SEO Friendly”, per esempio:

  • Regole SEO: tutto quello che devi sapere -> SEO friendly
  • Tutte le regole SEO del sistema solare e oltre -> poco SEO Friendly

A volte articoli molto buoni qualitativamente possono essere penalizzati per un titolo “poco SEO Friendly”, ma RankBrain dovrebbe essere in grado anche di comprendere meglio questi casi.

Di Stefano Gallon

SEO Specialist dal 2009, mi occupo dello sviluppo di strategie per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Appassionato di Politica e Influencer, che poi forse sono la stessa cosa.

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