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Page Experience Update: l’algoritmo per valutare la User Experience

Il 28 maggio 2020 è arrivato un nuovo aggiornamento dell’algoritmo di Google: “Page Experience Update”, che verrà impiegato per valutare i Segnali Web Essenziali di un sito web.

In poche parole, si potrebbe dire che il Page Experience Update è l’algoritmo che calcolerà il valore della user experience.

Normalmente Google anticipa solo di pochi giorni i propri aggiornamenti, ma questa volta ha voluto rendere la vita un po’ più semplice a tutti i SEO specialist, ha infatti:

  • Rilasciato un comunicato stampa
  • Creato nuovi parametri dedicati per la misurazione
  • Aggiornato Google Search Console
  • Creato risorse d’approfondimento

Il tutto con un anno di anticipo, in quanto gli effetti del nuovo aggiornamento si vedranno solo a partire da giugno 2021.

Di cosa parlo in questo articolo:

Come funziona il Page Experience Update

Da quello che si è capito, il nuovo algoritmo combina i Core Web Vitals (segnali web essenziali):

  • Loading (LCP)
  • Interactivity (FID)
  • Visual Stability (CLS)

Con i fattori di ranking già utilizzati da Google usati per valutare la User Experience:

  • Mobile Friendly
  • Safe Browsing
  • HTTPS
  • No Intrusive Interstitials

In altre parole, con questo nuovo aggiornamento, l’algoritmo di Google sarà in grado di dare un valore “Quantitativo” alla user experience relativa a una determinata pagina web.

Leggi anche: “I principali fattori di ranking dell’algoritmo di Google [2021]“.

Come funzionano i fattori di ranking del Page Experience Update secondo John Mueller

John Mueller

11 marzo 2022, John Mueller (Google) risponde ad alcune domande relative ai fattori di ranking del Page Experience Update.

Durante il suo intervento, John Mueller ha dichiarato che non sempre il Page Experience Update può influenzare il ranking.

A tal proposito ha presentato esempi diversi sottolineando che questo non significa certo che i Core Web Vitals siano meno importanti.

Riporto di seguito i punti salienti.

Quanto sono importanti Core Web Vitals come fattore di ranking?

Un utente, preoccupato della perdita di ranking, pone una domanda (che traduco in italiano).

“Il mio sito web ha registrato un calo dei visitatori a causa dei Core Web Vitals (scadenti).

Ora sono tornato in pista, ma sono venuto a sapere che il “Page Experience Update” è ora disponibile anche per il desktop (su GSC).

Qual è il ranking del Page Experience rispetto al desktop e quanto è importante rispetto agli altri fattori di ranking?”

La risposta di John Mueller pone subito uno scenario interessante.

Dichiara infatti che il “Fattore di ranking” potrebbe non essere applicato se Google vuole favorire un risultato che è corretto (dal punto di vista del contenuto).

Questa risposta spiazza subito tutti, in quanto è uso comune pensare che i fattori di ranking vengano sempre applicati dall’algoritmo di Google.

A quanto pare, invece, possono essere flessibili.

A conferma di quanto affermato, John Mueller indica un esempio in cui, in pratica, il fattore di ranking può essere messo da parte per far ottenere all’utente un risultato più idoneo.

“Quindi, come sui dispositivi mobili, il fattore di ranking del Page Experience update è essenzialmente qualcosa che fornisce (a Google) un po’ di informazioni in più su queste pagine che potrebbero apparire nei risultati di ricerca.

Nelle situazioni in cui abbiamo un tipo di intento molto chiaro dalla query, in cui possiamo capire che (gli utenti) vogliono davvero visitare questo sito Web, da quel punto di vista (Google) può mettere da parte il Page Experience Update come fattore di ranking.”

Quando il Page Experience Update aiuta il ranking

Di seguito, Mueller poi spiega come funziona il fattore di ranking di Page Experience.

“D’altra parte, se il contenuto delle pagine nella SERP è molto simile, probabilmente, l’utilizzo di Page Experience aiuta un po’ a capire quali di queste sono pagine veloci o pagine buone per quanto riguarda la user experience, e quali di queste sono una pagine, ragionevolmente, da mostrare meno nei risultati di ricerca.”

Come già ho scritto in passato, prendendo spunto da altre dichiarazioni, “Il contenuto vince sempre” (content is the king), ma, a parità di qualità, i Segnali Web Essenziali possono permettere un posizionamento migliore.

I Core Web Vitals possono causare un drastico calo nel ranking?

Se il tuo sito perde traffico, devi controllare ogni aspetto, compresi i segnali web essenziali.

Molti utenti che utilizzano WordPress, soprattutto se non hanno un sito ottimizzato, su Google Search Console troveranno una Waterloo.

Pensare però che avere risultati scarsi per i Core Web Vitals possa causare un drastico calo del ranking, a quanto pare, non è corretto.

A tal proposito, riporto la dichiarazione a riguardo di Mueller.

“L’altra cosa contro cui potrei mettere in guardia è […] che il tuo sito web ha visto crollare il ranking a causa di Core Web Vitals scadenti.

Sospetto che, per la maggior parte, i siti Web non vedrebbero un grande cambiamento quando si tratta di Core Web Vitals.

Anche se il tuo sito web passa dall’essere normale all’essere scadente nei Core Web Vitals da un giorno all’altro, non mi aspetterei di vedere un cambiamento gigantesco nei risultati di ricerca.

Forse la perdita di alcune posizioni è giusta (per altri motivi).

Ma non la vedrei come una pagina che va da… non so… dalla posizione numero due alla numero cinquanta solo a causa di Core Web Vitals.

Se stai vedendo un cambiamento drastico del genere, non mi concentrerei sui soli Core Web Vitals.

Cercherei di fare un passo indietro e guardare il quadro generale e vedere cos’altro potrebbe essere coinvolto.

E cerca di capire cosa puoi fare per migliorare le cose in generale, piuttosto che concentrarti solo sui Core Web Vitals.

Perché Core Web Vitals è qualcosa che richiede molto lavoro per essere corretto.

E a volte è difficile mettere in fila tutte queste cose.

Ma è anche, come ho detto, qualcosa che è più un sottile fattore di ranking e non come uno super forte.

Quindi se stai vedendo forti cambiamenti, consiglierei di non dedicare troppo tempo al lato dei Core Web Vitals […]

Ho provato a tradurre al meglio ma, per correttezza, consiglio di ascoltare anche l’intervista in lingua originale. Io non sono certo un maestro d’inglese.

Su YouTube è possibile guardare l’intervista integrale.

Cosa sono i Core Web Vitals (Segnali Web Essenziali)

I “Segnali Web Essenziali” (Core Web Vitals) sono stati creati per misurare la user experience, così da permettere ai webmaster di creare siti web in grado di soddisfare realmente le esigenze degli utenti.

In parole più semplici, i segnali web essenziali misurano il caricamento degli elementi della pagina, il tempo necessario affinché l’utente possa effettuare la prima interazione, e se il sito ha problemi di stabilità in fase di caricamento.

Tecnicamente parliamo di:

  • Largest Contentful Paint (LCP)
  • First input delay (FID)
  • Cumulative Layout Shift (CLS)

Leggi anche l’approfondimento “Tutti i Segnali Web Essenziali vanno rispettati per il ranking“.

Largest Contentful Paint (LCP)

Per “Largest Contentful Paint” si intende il tempo di caricamento per l’elemento più grande della pagina, in genere una foto, un video o l’immagine di background.

Per rientrare nelle grazie di Google, il tempo di caricamento non deve superare i 2,5 secondi.Largest Contentful Paint (LCP)

First input delay (FID)

La First input delay, per gli amici FID, è il tempo necessario all’utente per effettuare la prima interazione con il tuo sito web. Può essere, per esempio, il tempo necessario per cliccare su un link.

Per rientrare nei canoni del “Google Page Experience”, il tempo per il FID deve essere entro i 100 millisecondi.

First input delay (FID)

Cumulative Layout Shift (CLS)

Ti è mai capitato, durante la lettura di una pagina web, di assistere improvvisamente al caricamento di un nuovo contenuto che modifica la pagina?

Una strategia molto utilizzata dai programmatori, consiste proprio nel caricare gli elementi della pagina gradualmente, ma il CLS pone un limite proprio a questo tipo di procedura.

Tutti gli elementi della pagina devono essere caricati in un certo lasso di tempo, così da evitare fastidiose modifiche del layout proprio mentre si sta leggendo un contenuto.

Per il CLS, Google quantifica con un valore di “0,1” il punteggio necessario per garantire una “Good” user experience.

Cumulative Layout Shift (CLS)

SEO Tools per i Core Web Vitals

Una delle novità più eccitanti legate a questo aggiornamento ì è che esistono già gli strumenti per misurarlo.

Leggi anche “I più importanti aggiornamenti e algoritmi di Google dal ’97 ad oggi“.

Google questa volta ha veramente pensato a tutto, integrando una schermata dedicata in Google Search Console interamente dedicata ai valori relativi ai segnali web essenziali.

Inoltre, presentano i nuovi parametri anche “PageSpeed Insights” e Google Lighthouse.

Ecco di seguito tutti i principali SEO tools per analizzare i segnali web essenziali:

  • PageSpeed Insights
  • Lighthouse
  • Chrome DevTools
  • Chrome UX Report
  • Web Vitals Extension
  • webpagetest.org

Ci tengo inoltre a far presente che questi strumenti sono gratuiti.

Il Google Page Experience Update sarà operativo a giugno 2021

Diversamente da quanto accade abitualmente, per questo aggiornamento Google ha dato praticamente un anno di pre-avviso.

Sinceramente, tutto questo mi fa pensare che quando i Core Web Vitals diventeranno dei fattori di ranking operativi, in grado di influenzare il posizionamento di un sito, assisteremo a non poche fluttuazioni.

Altrimenti perché fare tutto questo?

Il Page Experience Update è stata la più importante novità del 2020 per la SEO e, molto probabilmente, lo sarà anche per il 2021.

Leggi anche “Core Web Vitals: fattore di ranking da giugno 2021“.

Quanto è importante la User Experience?

La User Experience è sempre stata considerata un elemento fondamentale per l’e-commerce e la SEO, tanto da prevedere diversi KPI per la sua valutazione.

Leggi anche “SEO KPI: quali sono?“.

Il Page Experience Update, pertanto, non può che essere altrettanto importante, ma come quantificarne il valore?

Questa è la era sfida del Page Experience ma, sinceramente, ritengo che vincerà a mani basse.

Leggi anche “I principali fattori di ranking dell’algoritmo di Google [2020]”.

I contenuti sono ancora il più importante fattore di ranking

Il più importante fattore di ranking resta comunque la qualità del testo.

In altre parole, se la qualità di 2 contenuti è allo stesso livello, allora il Page Experience Update, così come altri fattori “SEO Tecnici”, possono realmente incidere sul ranking.

Per avere una conferma di questa affermazione, ti basterà effettuare qualche ricerca online e cliccare sui siti in prima posizione. Noterai come spesso, molti di questi siti contengono pratiche sconsigliate dalla SEO, come un title troppo lungo, headers non ottimizzati, oppure un tempo eccessivo per il caricamento.

Leggi anche “Il più importante fattore di Ranking | Guida SEO“.

Top Stories e AMP: le novità portate da Page experience

Page experience update ha portato anche importanti novità in merito alle “Top Stories” di Google.

Per prima cosa, non è più necessario avere una AMP per comparire nelle “Top Stories” di Google News, potranno accedere a quella posizione anche “Pagine Standard”.

Il sistema continuerà a supportare il formato AMP, ma c’è un altra novità che influenzerà le “Top Stories”: il “Page experience” diventerà un fattore di ranking anche per posizionarsi tra le notizie in evidenza.

Come aggiornare il proprio sito per il “Google Page Experience”

Fino a giugno 2021, continua a monitorare i Segnali Web Essenziali su Google Search Console e, se puoi, inizia ad applicare le modifiche richieste, almeno quelle più semplici.

Non c’è bisogno però di avere fretta, non è da escludere che ci siano altre novità in merito prima del lancio ufficiale, quindi “Stai in campana!”.

Consiglio: un altro strumento che ho trovato molto utile per analizzare i segnali web essenziali è Webpagetest.org.

Analizza il tuo sito, vedi se rispetta i parametri del nuovo fattore di ranking, inizia ad apportare le prime modifiche, ma non dimenticare che la qualità dei contenuti è il più importante fattore di ranking.

Leggi anche “Come fare un’analisi SEO: la guida per principianti”.


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