Come fare SEO nel 2022

Come fare SEO nel 2022


Fare SEO nel 2022 significa, prima di tutto, scrivere contenuti di qualità e inserirli all’interno di un sito veloce, responsive e che rispetti i segnali web essenziali.

Lo scopo dei motori di ricerca, con il passare degli anni, non è cambiato:

fornire agli utenti una risposta a domande e ricerche.

Quello che è cambiato molto però, è il modo in cui Google seleziona le pagine web che rispondono meglio alle domande degli utenti.

Nel corso degli anni, Google ha affinato il proprio algoritmo, così da poter selezionare con maggiore accuratezza i risultati migliori, penalizzando chi prova a fregare l’algoritmo con tecniche Black Hat SEO.

Oggi è importante seguire i fattori di ranking, ma non basta questo per raggiungere la prima posizione.

Quello che bisogna capire, nel 2022, che la SEO non può essere considerato un canale indipendente, il SEO specialist, oggi, deve lavorare sinergicamente con tutti gli altri canali del marketing.

Newsletter, brand reputation, storytelling, SEO copywriting, social network e anche la pay per click, hanno tutti lo stesso obiettivo è possono aiutarsi reciprocamente.

Leggi anche “SEO copywriting: come sviluppare una strategia da 0“.

Questo non significa che una campagna PPC possa migliorare la SEO, significa però che, per esempio, una buona campagna social possa far aumentare il traffico diretto, non solo quello referral.

Fare SEO nel 2022, non significa solo SEO copywriting e segnali web essenziali, significa anche intento di ricerca.

A proposito di intento di ricerca, anche nel 2022, il Covid-19 sarà un elemento molto rilevante. Avrai certamente notato che, dal 2020 ad oggi, molte SERP sono cambiate perché è cambiato l’intento di ricerca.

Settori come il turismo e la ristorazione, per esempio, hanno visto la crescita un enorme numero di query legate proprio alla pandemia.

Nello sviluppo di una strategia SEO, quindi, non puoi non tenere in considerazione tutte le query legate al Covid, l’intento di ricerca delle tue buyer persona, è la creazione di pagine web dedicate.

Indice dell’articolo:

Il Covid-19 come Intento di ricerca

Prima di leggere questo paragrafo, se non sai cosa sia l’intento di ricerca o “Search Intent”, ti consiglio di leggere questo mio post:

Che cos’è l’intento di ricerca (search intent)?

Il covid-19 ha pesantemente influenzato la SEO nel 2020 e continuerà a farlo nel 2022, tanto che il Covid-19 è stato definito anche come “un nuovo intento di ricerca”.

Affermare che il Covid-19 sia un intento di ricerca, però, non è tecnicamente corretto, nonostante abbia praticamente monopolizzato le ricerche degli italiani subito dopo l’inizio della pandemia.

Gli utenti non solo hanno cercato da subito informazioni sul Covid-19, ma hanno iniziato ad effettuare ricerche correlate in base al settore di riferimento.

In poche parole, l’utente vuole sapere se il prodotto o il servizio che vendi è stato in qualche modo influenzato dalla pandemia o dalla quarantena.

Per rispondere alle ricerche degli utenti, i vari “SEO specialist”, “Marketing Manager” o, più semplicemente, “Proprietari di siti”, hanno creato almeno una pagina dedicata al Covid-19 o una sezione all’interno delle FAQ.

Se ci fai caso, è raro trovare un e-commerce che non scriva da qualche parte “Stiamo lavorando in sicurezza”. Oppure, nel caso del settore turistico, oggi i viaggi vengono quasi sempre venduti con una polizza viaggio per l’annullamento o la cancellazione.

Oggi, gli utenti non cercano più solo il tuo prodotto o servizio, ma lo cercano anche in relazione al covid-19.

Anche il mio settore è così. Da quando è iniziata la pandemia, il web si è riempito di contenuti che, in sostanza, dicono “Come fare marketing al tempo del Covid-19”.

La Search Engine Optimization, nel 2022, dovrà continuare a tener conto del Covid-19, con la speranza che si possa uscire da questa crisi il prima possibile.

Non ci sono dati sul Covid-19 per la SEO

Per evitare che si potesse speculare sulla pandemia, Google ha messo diversi vincoli alla SEM collegata al Covid-19.

Se infatti provi a inserire la parola “Covid” o “Coronavirus” all’interno dello strumento di pianificazione per le parole chiave di Google Ads, non otterrai alcun dato sul traffico generato da queste parole chiave.

Inserendo invece l’argomento “Covid-19” su Google Trends, è possibile ottenere qualche dato.

google trends covid

Quando mi sono trovato a dover creare contenuti inerenti al covid-19 per i miei clienti, sono riuscito però a trovare dati di ricerca utili.

Mi è bastato collegarmi su Google Search Console e inserire come filtro la query “Covid” o “Coronavirus”.

search console covid

In questo modo, ho potuto scoprire se le buyer persona usassero parole chiave come Covid o Coronavirus in relazione ai prodotti del sito del mio cliente.

Attenzione: se tu non hai neanche una pagina che parla del Covid-19, potresti non trovare dati su Search Console.

Una volta individuate le parole chiave, ho iniziato ad analizzare l’intento di ricerca e a creare contenuti dedicati.

La SEO è solo un elemento del Marketing

Come ho anticipato all’inizio dell’articolo, questo punto è molto importante. Continuare a vedere la SEO, o la PPC, come sistemi indipendenti è profondamente sbagliato.

Chi come me si trova in questo campo da più di 10 anni, avrà certamente notato che acquisire nuovi clienti è sempre più difficile e dispendioso.

Pensare di fare SEO senza utilizzare una newsletter e un CRM, è sbagliato, e lo stesso vale per la PPC o per l’utilizzo di influencer.

La costante crescita dell’e-commerce sta portando il marketing a un nuovo livello, ma il 2022 è solo un anno di transizione, con la speranza che il 2023 sia l’anno del re-start.

Sarà sempre più difficile essere primi sui motori

Quello che ritengo molto probabile, è che potremmo arrivare al punto che solo i contenuti migliori potranno avere visibilità, così come solo i siti migliori.

In realtà è già così, ma potrebbe avvenire un sostanziale cambiamento legato all’intento di ricerca.

Se andiamo a stringere, l’e-commerce è collegato a 2 tipi di ricerca:

  • Ricerca per comprare
  • Ricerca per trovare informazioni su cosa comprare

Se siti come Amazon, ovvero marketplace, continueranno a crescere, è plausibile pensare che le parole chiave con un volume di ricerca molto alto, come “Abbigliamento online” o anche “Assicurazioni”, potrebbero prediligere come risultati siti come Amazon, Facile e Trova Prezzi, ovvero marketplace e comparatori di prezzo per l’intento investigazione.

Le aziende, quindi, non dovranno più puntare su parole chiave con un grande volume di ricerca, ma su parole chiave più di nicchia, per le quali i grandi portali, in genere, sono meno performanti.

Inoltre, per vendere online bisognerà proporre prodotti innovativi, originali, straordinari.

Fare SEO per il proprio brand

Se vendi scarpe artigianali, per esempio, il tuo obiettivo è raggiungere la prima pagina con parole chiave come:

  • scarpe artigianali di pelle
  • scarpe artigianali uomo
  • scarpe artigianali donna

Una strategia giusta e dispendiosa, ma incompleta. Oltre a pensare a sviluppare le parole chiave legate al tuo prodotto, devi sviluppare anche le parole chiave relative al tuo brand. O meglio, devi fare in modo che le tue buyer persona cerchino online direttamente il tuo sito, e non quello che vendi.

Questa è stata l’operazione di portali come Amazon, Booking o Facile. Oggi, infatti, le persone non cercano viaggi solo su Google, ma anche sui meta-motori di ricerca.

Stesso discorso vale per altri servizi come le assicurazioni o anche mutui o abbonamenti a luce e gas.

Per ottenere questo risultato, devi fare in modo che le persone associno il tuo prodotto, in questo caso le scarpe artigianali, al tuo brand.

Questa è una scelta certamente dispendiosa e non semplice, ma in grado di portare enormi benefici col tempo.

Un mondo alternativo di intendere la SEO che non può essere sottovalutato nel 2022.

Puntare sulle code lunghe

Prima di procedere oltre, ti potrebbe essere utili leggere il mio articolo “Parole chiave a Coda lunga: una strategia SEO vera e propria”.

Per alcuni, fare SEO è più complicato che mai, non solo perché ogni giorno nascono nuovi competitor, ma anche perché, spesso, le persone non sanno scegliere le proprie battaglie.

Provo a far un esempio.

Se vuoi vendere integratori alimentari, il tuo istinto sarà provare a posizionarti con la parola chiave “Integratori alimentari”, che ha un volume medio mensile di circa 14000 ricerche.

Raggiungere la prima pagina su Google sarà veramente complesso, soprattutto se sei una startup e non hai 100.000 euro da spendere.

Molto più sensato investire su parole chiave con un volume di ricerca più basso, come:

  • Integratori alimentari palestra -> 170 ricerche mensili
  • Migliori integratori alimentari -> 140 ricerche mensili

Per altri settori, invece, consiglio di rimanere in ambito locale, per poi espandersi in un secondo momento.

Questo vale per i “Prodotti tipici”. In questo settore, l’istinto di molti marketing manager è di vendere prodotti provenienti da ogni parte d’Italia. Questa non è un’idea sbagliata, ma molto dispendiosa e complessa.

Molto più semplice ed economico, invece, iniziare con il vendere prodotti locali solo pugliesi, solo laziali o anche solo romani.

In questo modo, potrai studiare una strategia SEO efficace che, una volta ideata, dovrai semplicemente replicare per gli altri territori.

Leggi anche “SEO per prodotti tipici online”.

I segnali web essenziali

I segnali web essenziali sono stati la grande novità del 2021, ma saranno importanti anche per il 2022.

Leggi anche:

I segnali web essenziali sono utilizzati per valutare la user experience del tuo sito web, combinando vecchi parametri come speed optimization e https, e nuovi quali:

  • LCP – visualizzazione elemento più grande
  • FID – tempo necessario per la prima interazione
  • CLS – stabilità del layout

Questo aggiornamento ha uno scopo ben preciso: dare maggiore visibilità ai siti di qualità.

Non a caso, è in fase di test una sorta di etichetta che dovrebbe indicare, nella SERP, quali siti rispettano i segnali web essenziali e quali no.

Iniziare dalla ricerca delle parole chive

Dopo aver presentato la situazione in cui un SEO specialist si trova a operare nel 2022, vorrei passare a un po’ di pratica.

Se ti stai chiedendo da dove iniziare per “Fare SEO” nel 2022, io ti consiglio di partire dalle parole chiave.

Durante le mie consulenze SEO io condivido sempre una mia strategia:

Una pagina, una parola chiave.

In poche parole, consiglio di assegnare a ogni pagina una parola chiave principale.

Per tradurre nella pratica questa strategia, bisogna però trovare le giuste parole chiave.

A tal proposito, puoi leggere il mio articolo: Come trovare le parole chiave per il tuo sito.

Rispettare la regola SEO numero 1: il buonsenso

Sono sempre più convinto che, se si usa il buonsenso, la SEO non è poi così difficile. Per prima cosa quindi, bisogna scrivere contenuti di qualità, inserirli in un buon sito e rispettare le regole SEO, almeno quelle più importanti.

Parlo per esempio di:

  • Ottimizzare Title
  • Ottimizzare description
  • Ottimizzare Headers
  • Utilizzare il protocollo https
  • Rispettare i segnali web essenziali

Leggi anche: Le Principali Regole SEO (Guida per Principianti)

Conclusioni sulla SEO nel 2022

Riassumendo quanto detto finora:

  1. Creare contenuti che parlino anche del Covid-19
  2. Puntare più sulla promozione del brand
  3. Pensare la SEO come a un elemento del Marketing che non può essere indipendente
  4. Scrivere contenuti di grande qualità
  5. Selezionare con attenzione le parole chiave
  6. Tenere in grande considerazione l’intento di ricerca
  7. Assegnare a ogni pagina una parola chiave
  8. Rispettare le principali Regole SEO

Se hai domande, puoi chiedere la mia consulenza SEO.


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