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Come diventare Travel Blogger: guida fai date

Per diventare un travel blogger devi viaggiare molto e scattare tante foto, poi devi aprire un blog e scrivere tanti post per raccontare tutte le cose che hai visto.

Non serve un articolo per spiegarti come diventare qualcosa, basta solo volerlo e fare tanta pratica.

Quello che posso fare io con il mio articolo, o con la mia esperienza come travel blogger SEO, è aiutarti a capire come promuovere al meglio il tuo blog.

Vuoi diventare un travel blogger? Allora inizia a viaggiare e a scrivere.

Vuoi sapere come aumentare le visite del tuo blog, indicizzarlo, e iniziare a guadagnare? Allora leggi il mio articolo.

  1. Che cos’è un travel blogger (Impara)
  2. Studia la SEO per diventare travel blogger
  3. Costruisci la tua nicchia (Buyer persona)
  4. Trova le tue parole chiave
  5. Prepara un piano editoriale
  6. Crea un travel blog (Come fare)
  7. Monetizza: Come guadagnare con un travel blog
  8. Diventa un Travel Influencer su Instagram

Che cos’è un travel blogger (Impara)

Il travel blogger racconta i suoi viaggi in un blog, può farlo sia per hobby, sia per lavoro. Nel secondo caso, parliamo di Travel Blogger professionista, in quanto è in grado di guadagnare con i suoi contenuti.

Esistono travel blogger, in genere molti attivi su Instagram o su YouTube, che invece di cercare un guadagno o un vero e proprio compenso, preferiscono uno scambio merci.

Quando un travel blogger ha molta visibilità, infatti, propone spazi pubblicitari ad aziende che operano nel travel, come hotel e tour operator, in cambio di servizi.

Ogni travel blogger ha la sua nicchia

Ogni travel blogger, in genere, si rivolge a una particolare nicchia (buyer persona) determinata da fattori come le destinazioni trattate, il tipo di viaggio o il target di riferimento.

Per esempio, puoi essere:

  • Un travel blogger specializzato su viaggi avventura
  • Un travel blogger che tratta solo viaggi in famiglia
  • Un travel blogger che racconta solo viaggi negli Stati Uniti
  • Un travel blogger specializzato in viaggi low cost o di lusso

Chi è il Travel Influencer?

Il travel influencer racconta i suoi viaggi prevalentemente sui social network, in particolare su Instagram. Può avere anche un blog ma in genere non cura molto la SEO.

I suoi articolo sono incentrati sulla personalità di chi racconta. In poche parole, non cerco su Google “Dove mangiare a Manhattan”, vado direttamente sul blog del “Travel influencer” perché mi fido di lui e mi piace come racconta i suoi viaggi.

Il travel blogger lavora con la SEO e con il content marketing, ma nel 2021, nessuno può più pensare di fare questo lavoro senza condividere contenuti anche sui social.

2 – Studia la SEO per diventare travel blogger

La SEO è fondamentale per un blog, perché ti permette di indicizzare il tuo sito e di posizionarlo in prima pagina per le parole chiave con molto volume di ricerca.

Migliore sarà la tua search engine optimization, maggiore sarà il traffico che riuscirai a generare.

Pertanto, studiare la SEO diventa per te un imperativo assoluto.

Come e dove studiare la SEO

Il tuo obiettivo è diventare un travel blogger, quindi non sarai mai un SEO specialist, ma questo non significa che non sarai in grado di compiere quelle che si possono definire “Ottimizzazioni di base”.

Per studiare la SEO hai le seguenti opzioni:

Per iniziare, il libro è la scelta migliore, ti fornirà più informazioni di un corso a un costo molto più basso. Un corso SEO, infatti, può arrivare a costare anche più di 800 euro.

Il consulente SEO viene in un secondo momento, dopo che hai appreso le nozioni di base.

Anche io fornisco il servizio di consulenza SEO e, da un paio di anni, i miei clienti sono molto più informati che in passato.

Le principali Regole SEO che devi conoscere

  • Creare contenuti di qualità
  • Trovare le parole chiave corrette
  • Inserire correttamente le parole chiave in Title, description, H1 e gli altri tag headers
  • Verificare l’intento di ricerca
  • Ottimizzare il linkino interno
  • Ottimizzare i Backlinks
  • Ottimizzare le immagini
  • Configurare Search Console
  • Non copiare i contenuti
  • Non dimenticare la Speed Optimization
  • Ottimizzare il sito per i segnali web essenziali
  • Conoscere i principali fattori di ranking

Questo e altro spiego in maniera approfondita nel mio articolo “Le Principali Regole SEO (Guida per Principianti)”.

3 – Costruisci la tua nicchia (Buyer persona)

Per creare una strategia SEO e web marketing efficace bisogna puntare a una nicchia bene precisa.

Quello che devi fare, nella pratica, è descrivere la tua buyer persona ideale, per esempio:

  • Età: 25-35
  • Destinazioni: mete famose per la movida
  • Prezzo dei viaggi: tutte le fasce

Questo è solo un esempio, in seguito puoi anche creare nuove buyer personaa, per esempio:

  • Località famose per la movida ma economiche
  • Vacanze di lusso per giovani amanti della movida

Per avere un travel blog efficace bisogna identificare bene il proprio target, per questo consiglio di individuare una nicchia ben precisa.

Parlare di “viaggi e vacanze in generale” e sperare di arrivare in prima pagina è possibile, ma molto difficile, perché i vostri competitor in questo settore sono colossi come “Zingarate”, “Turisti per caso”, ma anche portali come “TripAdvisor” o il blog di aziende come “Skyscanner”.

Creare invece un blog specializzato su un argomento, come per esempio la Thailandia, Roma, Parigi, la Spagna o anche i viaggi avventurosi o i safari in Africa, è la strada migliore per chi vuole affermarsi in questo settore.

Anche se inizi da un target più ristretto, niente ti vieterà in futuro di allargare la tua nicchia.

4 – Trova le tue parole chiave

Per essere un travel blogger devi solo iniziare a scrivere, ma se vuoi indicizzare i tuoi contenuti, è sicuramente meglio seguire le regole SEO.

Senza entrare troppo nel tecnico, devi sapere che ancora prima prima di iniziare a scrivere un articolo, devi individuare le giuste parole chiave.

Per fare un esempio pratico, mettiamo che tu voglia scrivere un articolo su cosa vedere a New York. Per scriverlo secondo le regole SEO, devi inserire la parola chiave principale in:

  • Title
  • Description
  • H1

Per individuare la parola chiave principale, puoi usare lo strumento per la pianificazione delle parole chiave di Google Ads.

Fatto questo, visualizzi alcuni risultati rilevanti (di seguito scrivo la parola chiave seguita dal volume di ricerca mensile):

  • cosa vedere a new york – 1600
  • New York cosa vedere – 1000
  • Cosa fare a new york – 480
  • Cosa visitare a new york – 880
  • Cosa vedere a new york in 5 giorni – 70
  • attrazioni new york 320
  • posti da visitare a new york 390
  • manhattan cosa vedere 70
  • cosa vedere a soho 10

Come puoi vedere anche te, ci sono tante parole chiave tra cui scegliere.

Devi però tener presenta che quella con il maggior volume di ricerca non è detto che sia la migliore, almeno per te.

Se sei ai primi articoli, per esempio, io ti consiglieri di scrivere un articolo partendo da una di queste due parole chiave:

  • manhattan cosa vedere – 70
  • cosa vedere a soho – 10

Il discorso non finisce qui, ma spero di averti fornito qualche spunto utile.

Leggi anche “Come trovare le parole chiave per il tuo sito | SEO fai da te #1”.

5 – Realizza un piano editoriale

Devi pensare al tuo travel blog come a una webzine o a un vero giornale, dove non si possono scrivere articoli a caso, ma bisogna seguire un preciso piano editoriale.

Scrivere prima il tuo piano editoriale, ovvero programmare gli articoli da creare, è utile sia per dare un senso al tuo lavoro, sia per la SEO.

Un elemento importante dell’ottimizzazione del tuo sito, infatti, è quello che viene chiamato “Linking Interno”. Si tratta di una strategia SEO che trovo personalmente molto efficace, e che consiste nel creare una serie di contenuti tutti correlati tra loro.

Restando sempre sul tema “Cosa vedere a Manhattan”, per rendere più interessante il mio articolo, posso creare un articolo di approfondimento per ognuna delle attrazioni che indico.

Questa semplice tecnica, in genere, da ottimi frutti.

6 – Crea un travel blog

Creare un travel blog non è una cosa da poco e non tutti sono in grado.

Se non hai mai utilizzato WordPress, fermati subito: devi contattare un web designer. Se invece hai già utilizzato WordPress in passato, allora puoi pensare di creare il tuo blog da solo.

Ad ogni modo, il mio consiglio è di rivolgersi sempre a un professionista. Un blog con poche funzioni può costare anche solo 300 euro, mentre uno professionale costa intorno ai 1200 euro.

Una volta che il web designer avrà realizzato per te il tuo blog, allora potrà iniziare a studiare un po’ di grafica e come funziona WordPress.

Se invece hai un po’ di esperienza con WordPress e come web designer, ti posso dare qualche consiglio su come creare un blog.

Come creare un travel blog aziendale low cost

In questo paragrafo vorrei dedicare spazio anche alle aziende che intendono creare un travel blog, e a quei professionisti che non intendono scrivere tutti gli articoli da soli.

Per creare un travel blog aziendale e gestire più autori, servono notevoli competenze SEO, professionisti in grado di creare articoli e un considerevole budget iniziale.

Devi tener presente, infatti, che un articolo di qualità costa almeno 20 euro, e non sto parlando di un contenuto SEO friendly.

Solo per i testi, serviranno circa 3000 euro. Devi poi aggiungere il lavoro di un buon web designer, che in genere parte da 900 euro.

Per un’agenzia di viaggi online o aziende che vendono servizi legati al travel, queste cifre sono sostenibili, ma per realtà più piccole no.

Cosa fare se non hai il capitale per iniziare? Certamente non è facile, ma di seguito illustrerò come ridurre le spese per la realizzazione di un travel blog.

Contattare un consulente SEO

Qualsiasi strategia web marketing ha un costo e, non è a buon mercato. Anche se spendere molto non è sinonimo di successo, di certo si ottiene molto poco con 300 euro al mese.

L’unico modo che hai per risparmiare è svolgendo in prima persona il lavoro che, avendo i fondi necessari, avresti commissionato a un freelance o a un’agenzia.

Devi quindi imparare a gestire la SEO, il web marketing e i social network relativi al tuo progetto. Per farlo, dovrai almeno apprendere le basi, ed è qui che entra in gioco il Consulente SEO.

Se vuoi risparmiare, non puoi rivolgerti a un’agenzia, ma un consulente ha costi molto più contenuti, dai 15 ai 50 euro l’ora.

Il consulente saprà certamente darti le basi per avviare il tuo progetto e gestirlo finché non potrai permettere di investire di più.

In seguito, una volta avviato il progetto, il consulente SEO potrà aiutarti supervisionando insieme a te il lavoro degli autori e l’indicizzazione degli articoli.

Far curare il piano editoriale a un SEO specialist

Il piano editoriale consiste nella programmazione degli articoli che gli autori devono realizzare per il travel blog. Tale piano deve tener presente di alcuni elementi come:

  • Volume di ricerca delle parole chiave
  • Intento di ricerca delle parole chiave
  • Probabilità di raggiungere la prima pagina
  • Liking Interno
  • Necessità e bisogni delle proprie buyer persona

Se sarà il SEO specialist a realizzare il piano editoriale, avrai molte possibilità in più di indicizzare i tuoi articoli.

Fornire l’outline agli autori

L’outline è l’insieme dei tag hearders ovvero h1, h2, h3 etc. Si tratta di uno degli elementi più importanti della ottimizzazione “On-Page” di una pagina web.

L’outline è importante perché non solo aiuta il lettore ad orientarsi meglio all’interno della pagina, ma anche perché rende più agevole l’indicizzazione.

Imparare a creare un outline non è cosa da poco, ma è uno degli punti fondamentali di questa strategia.

Una delle fasi più noiose e complesse per un autore di articoli è proprio la realizzazione dell’outline, se non lo devono creare, saranno più propensi ad abbassare le proprie tariffe abituali.

Inoltre, gli autori in genere non hanno competenze SEO rilevanti, pertanto non sono in grado di creare un outline e i loro articoli sono poco efficaci per il posizionamento organico.

Far realizzare articoli più brevi

Durante la fase iniziale del lavoro, per risparmiare, una scelta obbligata è quella di richiedere articoli tra le 500 e le 800 parole.

Per gli articoli più di nicchia, legati alle parole chiave meno cercate e più semplici di “Scalare”, hai comunque buone possibilità di indicizzarti.

Molto probabilmente, in futuro dovrai aumentare il numero delle parole.

Importante: ufficialmente la lunghezza del testo non è un fattore di ranking, nonostante molte ricerche dimostrino il contrario.

Revisionare gli articoli

Un altro modo per risparmiare è quello di rinunciale al capo redattore, ovvero alla figura che si occupa della revisione di tutti i testi e di coordinare gli autori.

Anche in questo caso, sarai tu, con il tuo tempo, a dover sopperire a tale mancanza.

Spendere di più non significa avere un servizio di maggiore qualità, ma risparmiare, senza rinunciare alla qualità, significa comunque rinunciare a qualcosa.

Storie di successo: I travel blog per viaggi in USA più letti in Italia

Per aprire un travel blog professionale e di successo, per prima cosa bisogna studiare chi è riuscito nell’impresa. Sono tanti infatti che, attirati dagli alti guadagni, dai viaggi gratis e dai tanti benefici, decidono di diventare travel blogger, o almeno di provarci.

La realtà dei fatti è che avere successo come blogger è veramente complesso, sono infatti in pochi che riescono a farne una professione, e ancora meno quelli che riescono realmente ad arricchirsi.

In questo contesto, l’analisi dei competitor e del mercato di riferimento è fondamentale, per questo ho pensato che, presentare alcuni tra i migliori travel blog italiani, sarà molto utile per chi non riesce a vedere i risultati sperati.

Come ho selezionato i blog per viaggi negli  Stati Uniti

Se scrivi su Google “Migliori travel blogger italiani”, avrai come risultati professionisti selezionati anche in base della notorietà che hanno sui social network.

La mia analisi invece si basa sulla SEO e sul traffico generato dalle ricerche su Google.

Per rendere più completa l’analisi, segnalerò anche la presenza sui social dei vari brand, ma solo per verificare se sono in linea con il traffico del sito.

Perché ho scelto Travel Blog per viaggi negli Stati Uniti

Per rendere la mia analisi rilevante dal punto di vista SEO, dovevo individuare una destinazione e le parole chiave rilevanti correlate.

Ho scelto gli Stati Uniti sia perché è uno dei paesi preferiti dai turisti italiani, sia perché è un argomento in grado di generare molto traffico.

A questo punto, ho selezionato i travel blog verticali sull’argomento, ovvero quelli che parlano solo di Stati Uniti e, utilizzando SEMrush, sono riuscito ad individuare quelli più seguiti.

I dati raccolti sul traffico sono dovuti all’utilizzo di strumenti esterni, pertanto non possono essere precisi al 100%, e sono accessibili a chiunque utilizzi strumenti di analisi professionali.

Io non ho accesso ai dati ufficiali (Google Analytics e Google Search console) dei siti presi in esame.

Tutto America

tutto america home page

  • Parole chiave: 17k
  • Traffico rilevato a luglio 2019 da SEMrush: 101k
  • Sito: tuttoamerica.it
  • Facebook 23k followers
  • Twitter 430 followers

My USA

my usa home page

  • Parole chiave: 13.5k
  • Traffico rilevato a luglio 2019 da SEMrush: 49k
  • Sito: myusa.it
  • Facebook 15k followers
  • Twitter 259 followers
  • Instagram 3725 followers

Viaggi-USA

viaggi usa home page

  • Traffico rilevato a luglio 2019 da SEMrush: 210k
  • Parole chiave: 32k
  • Sito: viaggi-usa.it
  • Facebook 25k followers
  • Twitter 572 followers
  • Instagram 637 followers

Osservazioni sull’analisi dei travel blog

Di seguito riporto le principali osservazioni in merito alla mia analisi.

TOP 3

Utilizzando SEMrush e analizzando la SERP di Google, ritengo di poter dire che i 3 siti qui riportati sono i migliori blog di viaggi sugli Stati Uniti in lingua italiana.

Gli altri siti “Competitor”, che ho ritenuto di non dover analizzare, rientrano principalmente in 2 categorie:

  • Non verticali sui viaggi negli Stati Uniti
  • Traffico troppo inferiore rispetto ai travel blog selezionati
Traffico e parole chiave

Viaggi-USA è il sito che presenta il traffico maggiore e il maggior numero di parole chiave indicizzate, ben 32k (sempre secondo i dati forniti da SEMrush).

Interessante invece notare come MyUSA abbia un traffico intorno ai 49k con circa 13k di parole chiave, mentre “Tutto America” abbia un traffico di 101k con 17k di parole chiave.

Praticamente un traffico doppio con qualche migliaia di parole chiave in più.

Analisi dei Social Network

Per quanto riguarda i social network, nessuno dei siti presi in esame presenta numeri da capogiro, soprattutto se si considera che si può iniziare a parlare di “Influencer” quando si hanno almeno un milione di followers su Facebook.

Questi dati dimostrano che la vera risorsa di un travel blog è la SEO e il Content Marketing.

Prenderli come modelli, ma non copiarli

Vedendo questi numeri, se oggi qualcuno mi chiedesse di aiutarlo ad aprire un travel blog sui viaggi negli “Stati Uniti”, sinceramente glielo sconsiglierei, meno che non abbia un budget considerevole.

Se vuoi diventare un travel blogger, questi sono 3 esempi di qualità non solo per la SEO ma anche per la navigabilità dei siti, la scelta dei contenuti, il piano editoriale e la capacità di rinnovarsi.

Quando incontri dei professionisti di questo livello però, non devi copiarli, ma prendi spunto per creare un’idea nuova, originale e che sia veramente tua.

I cloni non piacciono a nessuno.

Leggi anche “SEO: non cercare di essere il primo, cerca di essere unico“.

Scegli WordPress: il migliore CMS sul mercato

Per creare un Travel Blog hai bisogno di un CMS (Content Management System), ne esistono diversi sul mercato ma il migliore è senza dubbio WordPress.

WordPress è gratuito ma temi e plugin spesso no. Ad ogni modo, almeno nella fase iniziale del tuo lavoro, sono sufficienti anche template e plugin gratuiti.

Oltre a saper configurare WordPress correttamente, devi anche essere in grado di caricare immagini e articoli.

La scelta dell’Hosting

Il tuo blog altro non è che una cartella di file all’interno di un computer, o meglio, di un server. Più questo server è potente, migliori saranno le prestazioni del tuo blog.

Un server di qualità ovviamente ha costi che possono essere anche elevati. Io utilizzo SiteGround, uno dei più costosi ma è anche considerato il migliore.

Se non ti convince, hanno ottime recensioni anche BlueHost, Server Plan, VHost e GoDaddy.

Potrebbero esserci altre aziende buone ma non le conosco.

In questo articolo mi limito a parlare dei servizi che ho provato o che mi sono stati consigliati dai miei colleghi.

Studia grafica e web design

Se decidi di gestire da solo il tuo blog, allora devi studiare un po’ di grafica e web design.

Per prima cosa, può esserti molto utile imparare ad utilizzare photoshop, il miglior programma per creare fotomontaggi.

Il web design, invece, è qualcosa di più complesso, perché necessita una visione d’insieme che l’utente medio non ha.

Creare il layout di un sito non significa creare una bella grafica, significa seguire un progetto funzionale finalizzato a rendere agevole la navigazione dell’utente.

In rete troverai migliaia di corsi di web design online.

6 – Monetizza: Come guadagnare con un travel blog

La maggior parte dei blogger guadagno poco o niente per 2 motivi principali:

  • Non scrivono niente di speciale
  • Non conoscono le tecniche per guadagnare online

Per guadagnare con il tuo Travel blog, devi per prima cosa scrivere qualcosa che sia utile, di valore e unico.

Pensi che serva un altro blog che parli di viaggi avventura? O di viaggia in famiglia?

Se vuoi che le persone ti seguano, per prima cosa devi essere diverso.

Pensa al tuo travel blog come a una tela da dipingere. Ogni grande pittore aveva il suo stile che lo rendeva unico, per questo oggi è ricordato.

Non a caso, tutto il marketing può essere paragonato all’arte, ma questa è un’altra storia.

Chiarito quanto sia importante che tu scriva contenuti di qualità, adesso possiamo venire al punto 2: come monetizzare.

Di seguito riporto più o meno tutti i modo in cui puoi guadagnare con un blog:

  • Guest spot
  • Link Building
  • Affiliate Marketing
  • Pubblicità sul sito
  • Corsi di formazione per altri blogger
  • Creare e/o gestire travel blog per aziende
  • Vendere fotografie dei propri viaggi
  • Copywriting per altri siti

Quanto guadagna un travel blogger

Non è semplice rispondere a questa domanda perché dipende molto dall’utilizzo del blog.

Per esempio, un freelance che realizza articoli può guadagnare, mediamente, tra i 15 e i 20 euro al mese.

Un freelance o un’agenzia che gestisce il travel blog di un’azienda, può guadagnare anche più di 2000 euro al mese.

Se il travel blog è utilizzato per fare marketing di affiliazione, si può guadagnare anche più di 100.000 euro l’anno.

Per servizi come il “Guest post”, puoi guadagnare almeno 50 euro ad articolo.

In generale, se il tuo trave blog viene utilizzato in modo professionale, può renderti uno stipendio dignitoso, ma non può essere un hobby, deve essere un lavoro vero e proprio.

Molti usano il travel blog, o il profilo Instagram, per viaggiare gratis o per ricevere sconti dalle aziende.

Anche questa è una forma di guadagno.

Si possono vendere viaggi e vacanze con un Travel Blog?

Tour operator e agenzie di viaggi sono sempre più in competizione tra loro per vendere i propri pacchetti vacanze, e per far questo ricorrono a Google Ads, Facebook Ads e anche all’utilizzo di Travel Blog.

Come dimostrano i dati forniti da Google, le persone non cercano solo pacchetti vacanze, cercano anche informazioni su spiagge, città, eventi, ristoranti, attrazioni e molto altro.

Questo è quello che si chiama tecnicamente “Intento informazionale”, ed è tipico di un blog.

2 Esempi di possibili parole chiave per un Travel Blog

In questi due esempi presento alcuni dati trovati con lo strumento di pianificazione per le parole chiave di Google Ads.

Nonostante le persone stiano solo cercando informazioni, non è che non si possa trasformare questo momento in una possibilità di vendita.

Esempio 1: “Cosa vedere Lisbona”

Alcune parole chiave ricercate sul web dagli utenti

gruppo di parole chiave su cosa vedere a lisbona

Previsione di clic e impressioni giornaliere suddivisi per regioniPrevisioni Giornaliere LisbonaEsempio 2: “Cosa vedere Dublino”

Alcune parole chiave ricercate sul web dagli utenti

parole chiave Dublino

Previsione di clic e impressioni giornaliere suddivisi per regioni

Previsioni Giornaliere Dublino

Questi dati dimostrano che oggi le persone, prima di prenotare una vacanza (e anche dopo) si informano sul web, per questo un Travel Blog può diventare uno strumento utilissimo per promuovere un tour operator, ma come?

Come Promuovere un tour operator con un travel blog

In teoria è molto semplice:

  • Aprire un blog dedicato ad un’area d’interesse (es: Lisbona)
  • Ricercare le parole chiave per un determinato argomento ( es: cosa vedere a Lisbona)
  • Creare articoli che contengano le parole chiave utili per i viaggi che vendi: (es: Cosa vedere a Lisbona in 5 giorni)
  • Inserire Call to Action con i vostri pacchetti vacanze

Ovviamente la pratica è un’altra storia e bisogna studiare molto per ottenere risultati, soprattutto per quanto riguarda la SEO.

Raggiungere le prime posizioni sui motori di ricerca è fondamentale per il successo di strategie come il Content Marketing o l’inbound marketing, altrimenti non si possono ottenere i risultati sperati.

Nel settore travel poi, la concorrenza è spietata perché sono moltissime le aziende che usano il traffico organico per generare conversioni.

7 – Diventa un Travel Influencer su Instagram

Il travel influencer e il travel blogger sono 2 professioni profondamente diverse: il primo lavora con i social network, il secondo con il blog.

Bisogna però dire che un’attività non preclude l’altra.

Se vuoi diventare un travel blogger, non posso non consigliarti di creare un profilo Instagram e di utilizzarlo per promuovere il tuo blog.

In questo modo, non solo avrai un altro canale da utilizzare per promuoverti, ma sarai molto più appetibile per le aziende interessate ad investire nel tuo blog.

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Di Stefano Gallon

SEO Specialist dal 2009, mi occupo dello sviluppo di strategie per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Appassionato di Politica e Influencer, che poi forse sono la stessa cosa...

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