Categorie
eCommerce Marketing

Come vendere birra online con l’e-commerce: 15 consigli

Per vendere birra online bisogna aprire un e-commerce, ma senza una strategia di marketing, nessuno comprerà sul tuo negozio online.

Sicuramente saprai che la pandemia di covid-19 ha accelerato lo sviluppo dell’e-commerce e, molto probabilmente, anche te stai pensando di iniziare a vendere online, oppure, vuoi migliorare la tua attuale strategia web marketing.

Questo articolo è per te mastro birraio desideroso di vendere la tua birra artigianale in tutto il mondo, ma anche per te, prode imprenditore che vuole creare il proprio “Amazon per vendere birra online”.

Che tu voglia vendere la tua birra artigianale, o aprire un marketplace per vendere la birra di altri, in questo articolo troverai 15 consigli per creare e migliorare la tua strategia web marketing.

1 – Trova la tua nicchia

Aprire un sito e-commerce non è la prima cosa da fare. Prima di iniziare a parlare con un web designer, è importante studiare alcuni elementi importanti come la tua “Nicchia” o meglio, le “Buyer persona”.

Certamente la scelta di vendere birra è già di per se vincolante, ma non puoi fermarti qui, devi andare più a fondo.

Chiunque può vendere birra, lo fa anche Amazon e tu certamente non puoi competere con Jeff Bezos.

Amazon vende di tutto, dalla A alla Z (da qui il nome) e tu?

Potresti vendere birra artigianale, oppure birra spagnola, birra di castagno, birra low cost o birre molto costose.

Scegli la tua nicchia e parti da questa, senza necessariamente precluderti niente. Se all’inizio del tuo business, scegli una nicchia ristretta e affermati in un determinato settore.

Quando ti sarai affermato, potrai aumentare la tipologia di buyer persona, senza però rinunciare alla tua identità, o meglio, al tuo brand.

2 – Crea un brand

Hai deciso di vendere Birra online? Allora dovresti sapere quanto sia importante il nome per una birra, così come lo è per qualsiasi business.

Creare un nome non basta, così come non basta chiamarsi Leffe, Corona, Moretti o Birra del Borgo.

Il tuo marchio, così come la tua birra deve raccontare una storia, così come ha fatto la Coca Cola, la Apple o, restando nel tuo ambiente, Nastro Azzurro o Ceres.

L’elemento più importante di tutti però, resta la qualità: se la birra che vendi non è buona, puoi raccontare la storia che vuoi, nessuno la comprerà più di una volta.

Se puoi vendere una birra di qualità, devi poi stabilire il giusto prezzo: adesso sì che sei pronto per iniziare a parlare di e-commerce.

3 – Apri un e-commerce

Aprire un e-commerce è un argomento molto complesso di cui proverò a riportare solo gli elementi principali.

Per prima cosa devi decidere:

1 – Aprire un sito e-commerce
2 – Vendere birra su un marketplace

Per aprire un sito e-commerce devi rivolgerti a un web designer, e devi anche consultarti con un commercialista e un avvocato per tutta una serie di pratiche importanti, per esempio:

  • GDPR
  • Termini e condizioni
  • Spedizioni
  • Reso
  • POS
  • Autorizzazioni varie

Vendere online non è un scherzo e bisogna rispettare le leggi per non rischiare di incorrere in gravi sanzioni.

Quanto cosa un sito e-commerce?

Un sito e-commerce per vendere birra online costa circa 5000 euro ma il prezzo può variare a seconda di un serie di parametri, come:

  • Numero prodotti
  • Numero pagine
  • Realizzazione testi
  • SEO
  • Configurazione di spedizione e reso
  • Personalizzazioni varie

Ti consiglio caldamente di diffidare da chi ti propone soluzioni low cost: creare un e-commerce non è uno scherzo e non costa poco.

4 – Trova le parole chiave per la SEO

Per creare un sito e-commerce non puoi andare a caso, devi seguire una struttura ben precisa, e quella viene dettata dal SEO specialist.

Compito del SEO specialist è indicizzare il tuo sito e-commerce, ma per farlo il sito deve:

Per ottenere tutto questo, come spiego nelle mie consulenze SEO, si parte dalle parole chiave.

Ecco un esempio delle parole chiave legate al tuo business (il numero di fianco è il volume di ricerca medio mensile:

  • birra artigianale online 590
  • birra artigianale italiana 480
  • birra artigianale siciliana 390
  • migliori birre italiane 260
  • birre speciali 210
  • birra mastri birrai umbri 260

Le ricerche legate a “Birra online”, così come “Vino online”, non sono poche, quelle che vedi sono solo un piccolissimo esempio.

Leggi anche “Come fare un’analisi SEO per birra artigianale“.

Anche questo argomento è molto ampio, ma per tua fortuna ne parlo in maniera più approfondita nel mio post “Come trovare le parole chiave per il tuo sito | SEO fai da te #1

5 – Coinvolgi gli influencer

Gli influencer sono un elemento molto importante della tua campagna web marketing, perché possono dare al tuo marchio autorevolezza e affidabilità.

Qual è il più grande limite per chi vuole vendere birra online? Il problema è che l’e-commerce si basa sulla vista o al massimo sull’udito, ma la qualità di una birra passa solo attraverso il gusto.

Il tuo cliente non può provare la birra prima di comprarla, ma può leggere la recensione di un influencer o vedere un video mentre beve la tua birra.

Per farti capire cosa puoi fare, ti consiglio di visitare il profilo di “The Rock”, l’influencer numero 1 al mondo su Instagram.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da therock (@therock)

In questi giorni sta promuovendo una nuova bevanda con l’aiuto di amici, colleghi e influencer.

Attenzione: avere successo con gli influencer non è semplice.

Il rischio maggiore è quello di pagare o regalare birra a dei millantatori, pertanto, presta molta attenzione durante la tua scelta.

Ecco come potresti iniziare:

Contatta un influencer

  • Proponi uno scambio merci: una cassa di birra per un video
  • Gli fai girare un video su Instagram mentre beve la tua birra
  • Fai inserire all’interno del post hashtag e mention
  • Crea una sezione “Dicono di noi” nel tuo e-commerce
  • Incorpora il video da Instagram direttamente nel tuo sito

Questo è un esempio, le possibilità sono molte, comprese il marketing di affiliazione.

6 – Crea “Il sommelier online”

Questo paragrafo si collega a quello precedente in quanto la figura del sommelier può essere interpretata anche da vari influencers.

In poche parole, il mio consiglio è di utilizzare una strategia simile ad alcuni e-commerce per prodotti tipici, che per certificare la qualità dei prodotti, collaborano con chef professionisti.

In questo caso, il prodotto tipico locale ha lo stesso problema della birra: come puoi provarne la bontà?

Certo, puoi scrivere le materie prime utilizzate, la storia del marchio, ma se un cuoco ci mette la faccia, è tutta un altra cosa, soprattutto se devi lanciare nuovi prodotti.

Nel caso della birra è la stessa cosa. Se collabori con esperti del settore, e riesci ad ottenere una buona valutazione da loro, sarà molto più semplice vendere la tua birra.

Nel caso degli influencer, possono essere anche meno esperti: se domani Fedez beve la tua birra e racconta che è buona su Instagram, sicuramente ne venderai qualche cassa.

7 – Analizza i migliori siti per comprare online birra

L’analisi dei competitor ti può aiutare a capire come migliorare la tua strategia web marketing.

Ecco allora la lista con i migliori siti e-commerce dove acquistare birra:

  • 1001birre
  • Abeervinum
  • Beer Gonzo
  • Beer Merchants
  • Beer Republic
  • beer-shop.it
  • Beergium
  • Belgian Happiness
  • Belgium in a box
  • Belivio
  • Birraland
  • Birralife
  • Birre da manicomio
  • Cantina Brassicola Digitale
  • Cantina della birra
  • Fatti una Birra
  • HOPT
  • Nell’elenco non ho inserito ma Amazon, ma è chiaro che devi tenerlo in considerazione anche se non è un vero e proprio competitor, almeno non nel senso verticale del termine.

Attenzione: copiare la concorrenza è sbagliato, devi analizzare i competitor per capire cosa funziona, cosa no, e usare il tutto per creare un tuo e-commerce originale.

Non basta fare quello che fanno gli altri, devi offrire al cliente un valore aggiunto.

8 – Crea una chat online

Da diversi anni ormai suggerisco ai miei clienti di utilizzare una chat, soprattutto a chi possiede un sito e-commerce. Diversi studi di settore hanno dimostrato che l’utilizzo della chat comporta un’incremento delle vendite, pertanto, perché non utilizzarla?

Se utilizzi woocommerce, avrai solo l’imbarazzo della scelta. Io in passato ho usato Formilla, ma adesso installo ai miei clienti Tidio, soprattutto a chi vuole utilizzare la versione gratuita.

Queste chat sono molto meglio di una normale app come Messenger (Facebook) o WhatsApp, inoltre si integrano perfettamente con il tuo smartphone.

Se vuoi qualcosa di più completo, e vuoi investire, allora puoi impostare un CRM. Anche in questo campo non manca certo l’offerta, ma per il momento ti consiglio:

  • HubSpot
  • SalesForce
  • EngageBay

Hubspot e Sales Force hanno una buona versione gratuita, mentre SalesForce è considerato il migliore sul mercato.

La differenza tra una normale chat e un CRM sta prevalentemente nel tracciamento dell’utente, in genere più accurata nel CRM, e nella creazione del Marketing Funnel.

Un CRM, infatti, dispone di strumenti dedicati per il marketing funnel e il remarketing, come per esempio la newsletter.

9 – Crea una newsletter

Non sono un fan delle newsletter, non mi piace riceverle e non mi piace crearle, ma non posso non riconoscerne l’efficacia.

Con la pandemia, sono molte le aziende che hanno dovuto ricorrere all’e-commerce, andando a rendere ancora più competitivi canali come Facebook Ads e Google Ads.

Per affrontare meglio la situazione, il consiglio che ho dato ai miei clienti è stato di aumentare i propri canali, utilizzando WhatsApp, Chat Online, CRM e anche newsletter.

Sono molti i servizi di newsletter che il mercato offre, sia dedicati che integrati nei CRM, come nel caso di quelli citati nel paragrafo precedente.

Io non ho provato molti programmi per email marketing, ma al momento sto configurando ai miei clienti Mail Chimp, soprattutto a chi cerca un software con una versione gratuita con cui iniziare a investire in questo canale.

10 – Fai attenzione alle offerte

Le offerte sono un tasto molto delicato, che si lega perfettamente con l’email marketing.

In passato mi sono iscritto alla newsletter di Bernabei, per rimanere in argomento, e devo dire che, anche se l’invio è piuttosto frequente, trovavo le sue email molto utili.

Così come trovo utili molte email di Amazon, soprattutto quelle che mi segnalano sconti sui libri.

Il problema delle offerte però, è che se abitui i tuoi clienti ad aspettarsi uno sconto, non compreranno più a prezzo pieno.

In realtà questo non è un vero problema, soprattutto se sei un produttore e non un distributore, il fatto è che “La strategia delle offerte” richiede una manutenzione costante.

Ad ogni modo, gli sconti da soli servono a poco, devono avere un senso. Per esempio:

  • Lo sconto sul primo acquisto
  • Lo sconto per iscriversi alla newsletter
  • Lo sconto per il compleanno
  • Lo sconto per le feste

Per rendere più efficace la strategia delle offerte, conviene renderle a tempo, così da creare un senso di urgenza che porti l’utente a pensare “Se non compro subito, l’offerta terminerà”.

Ovviamente, questo è solo qualche esempio.

11 – Offri Spedizioni gratuite

Quando si parla di e-commerce, il mio consiglio è sempre lo stesso: le spedizioni devono essere gratuite.

Ovviamente, quando si parla di vino o di birra, c’è un problema relativo alla quantità.

Rendere gratuita la spedizione di una cassa di birra, in genere, non è un problema, ma di una sola birra? Ovviamente non si può, a meno che tu non sia Amazon.

Quello che però puoi fare è proporre un pacchetto “Degustazioni”, così da poter permettere al cliente di ordinare una cassa per provare più birre.

Tanto per la cronaca, su Amazon esistono molte offerte di questo tipo.

12 – Collabora con altri professionisti

Stiamo andando verso una nuova era dell’e-commerce, dove sarà sempre più difficile affermarsi se non vengono imposti dei limiti a marketplace come Amazon.

Per affrontare la concorrenza online, è molto utile collaborare con altre realtà.

Che si tratti di e-commerce che vendono prodotti tipici o influencers, le collaborazioni possono rivelarsi molto utili.

Non posso però non metterti in guardia: è molto difficile trovare persone con cui avviare collaborazioni serie.

13 – Investi in formazione

Lo ammetto, qui sto tirando un po’ l’acqua al mio mulino, pertanto, per prima cosa ti invito a provare la mia consulenza SEO.

Dopo di ché, che tu ci creda o no, non puoi avviare un e-commerce senza investire nel marketing e senza una precisa strategia.

A partire dalla scelta del budget, devi decidere dove investire, definire i tuoi KPI, monitorare la crescita e ottimizzare.

Il modo migliore per fare tutto questo è affidarsi a un professionista, ma se studi il marketing e ne apprendi quantomeno le basi, ti tornerà utile.

14 – Cosa fare se il marketing non funziona

A volte si seguono le linee guida di Google, si scelgono le parole chiave giuste, si investe in un sito e-commerce professionale, ma i risultati non si vendono.

Il problema è che il marketing non è una scienza esatta, non ci sono regole che, se seguite, possano garantire un risultato.

Il marketing è paragonabile a un’opera d’arte. Sicuramente conoscerai La Gioconda, ma per caso sai qualcosa di tutti i fallimenti che hanno portato Leonardo a quel successo?

Se vuoi, possiamo anche paragonare il marketing alla cucina. Puoi seguire la ricetta alla lettera, ma non sempre il piatto è buono, e comunque ogni volta è diverso.

Perché ti scrivo tutto questo?

Perché devi capire che se il marketing non funziona, è solo questione di pratica. Devi solo insistere, capire cosa puoi ottimizzare e non arrenderti.

Solo con la pratica, arriverai al successo.

15 – Vendi anche all’estero

La cosa più bella che mi ha dato l’e-commerce è la possibilità di vendere ovunque. Sapere che da casa mia possono vendere nel Texas è incredibile, così come poter offrire consulenza in Inghilterra o in Cina.

Una volta che sei riuscito ad avviare il tuo e-commerce in un paese, non fermarti, inizia subito a studiare il modo di vendere in un altro paese.

Certo non sarà la stessa cosa. Dovrai tradurre il tuo e-commerce in un altra lingua, probabilmente dovrai farti aiutare da un interprete, ma la cosa più importante è che, se riesci a vendere in Italia, vuol dire che la tua birra piace: allora perché non dovrebbe piacere in Francia, Germania o in Cina?

16 – Rivolgiti a un team di e-commerce experts

Se dopo aver letto questo articolo ti rendi conto che hai bisogno di assistenza per comprendere meglio il marketing per e-commerce, allora puoi richiedere la mia consulenza online.

Per saperne di più visita la pagina “Vendere Birra Online“.

Di Stefano Gallon

SEO Specialist dal 2009, mi occupo dello sviluppo di strategie per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Appassionato di Politica e Influencer, che poi forse sono la stessa cosa...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.