Da SEO Specialist posso affermare che parte del traffico organico si è spostato nelle piattaforme AI, e che probabilmente aumenterà, raggiungendo almeno un 25%.
Inoltre, è anche un dato di fatto che se è vero che il traffico organico è diminuito, è anche vero che non è stato recuperato, perché da Motori di Ricerca AI come ChatGPT o anche AI Overview, il traffico che proviene è molto poco.
Tutto questo sta creando notevoli grattacapo alle aziende e ai loro consulenti SEO che si trovano a dover rivedere completamente la propria strategia.
In questo articolo, però, andrò a presentare alcuni dati che mostrano come stanno le cose a settembre 2025.
Fonti:
- Nearly all ChatGPT users still rely on Google: Data – Search Engine Land
- AI search is booming, but SEO is still not dead – Search Engine Land
Importante: come per ogni ricerca o analisi, non possiamo prendere questi dati come oro colato, ma sono senza dubbio un interessante punto di vista.
I numeri parlano chiaro: Google domina ancora
Nonostante la narrazione mediatica del “ChatGPT che uccide Google”, i dati raccontano una storia diversa.
Secondo le analisi di Similarweb condivise dal consulente SEO Brodie Clark, la situazione ad agosto 2025 è chiara:
- Il 95,3% degli utenti di ChatGPT visita ancora Google.
- Solo il 14,3% degli utenti di Google utilizza ChatGPT.
Questi numeri indicano che, per ora, i due strumenti non sono in competizione diretta ma vengono usati in modo complementare.
L’esperta SEO internazionale Aleyda Solis ha rafforzato questo punto con ulteriori dati:
- Ad agosto 2025 ChatGPT ha registrato 5,8 miliardi di visite contro gli 83,8 miliardi di Google.
- Google processa ancora circa 14 miliardi di ricerche al giorno, 373 volte più delle richieste di tipo “search” su ChatGPT.
(Fonte: Search Engine Land)
L’AI search cresce, ma la SEO non è morta
L’utilizzo dei motori di ricerca tradizionali rimane stabile al 95%, secondo uno studio di Datos e SparkToro.
Anche gli utenti più assidui di intelligenze artificiali continuano a verificare le informazioni su Google.
Questo accade perché gli utenti hanno imparato a usare i due strumenti per scopi diversi:
- LLM e AI search (es. ChatGPT) sono preferiti per spiegazioni complesse, comprensione del contesto e risposte conversazionali.
- Google resta il punto di riferimento per ricerche su fatti e notizie, verifica delle fonti e recupero di informazioni specifiche.
Per le aziende, questo significa che la SEO tradizionale non solo non è morta, ma rimane il pilastro fondamentale della visibilità online.
Il traffico proveniente dall’AI search, infatti, rappresenta ancora meno dell’1% del traffico totale per la maggior parte dei siti web.
(Fonte: Search Engine Land)
Leggi anche “GEO – Generative Engine Optimization [Guida 2025]”.
I numeri di ChatGPT in Italia
Anche in Italia, l’adozione dell’intelligenza artificiale generativa è in forte crescita.
Ad aprile 2025, circa 13 milioni di italiani (il 28% degli utenti internet) hanno utilizzato almeno un’applicazione di AI.
- 11 milioni di italiani hanno usato ChatGPT ad aprile 2025.
- Il 44,5% degli utenti ha un’età compresa tra 18 e 24 anni.
- Il tempo speso su queste piattaforme è aumentato del 51%.
Questi dati mostrano un interesse crescente, soprattutto tra i più giovani, ma non ancora un abbandono dei motori di ricerca tradizionali.
Fonti:
Leggi anche “Statistiche ChatGPT settembre 2025: utilizzo in Italia e nel mondo”.
Cosa fare ora?
Il dibattito non dovrebbe essere “Google o AI”, ma “Google e AI”.
Un approccio vincente integra le due strategie.
Le competenze SEO rimangono cruciali perché:
- Gli LLM spesso attingono informazioni dai risultati di ricerca di Google.
- I contenuti che funzionano bene nei featured snippet tendono a essere citati anche dall’AI.
- L’autorevolezza del dominio e la qualità dei contenuti contano in entrambi gli scenari.
- Gli E-E-A-T sono fondamentali anche per la SEO per l’AI (o GEO)
Evoluzione, non rivoluzione
Come sottolinea Aleyda Solis, “Gli LLM stanno espandendo ed evolvendo (non uccidendo) la ricerca come canale di scoperta e marketing”.
Stiamo assistendo a un’evoluzione graduale, non a una sostituzione improvvisa.
Le aziende che sapranno bilanciare l’ottimizzazione per i motori di ricerca con quella per l’AI search avranno un vantaggio competitivo significativo.
Ottimizzare per oggi, preparandosi per il domani: questa è la strada da percorrere.



