Qualche settimana fa stavo analizzando i dati di traffico del sito di un cliente.
Un imprenditore con un sito ben fatto, contenuti abbastanza aggiornati, SEO curata.
Tutto in ordine, almeno sulla carta.
Eppure il traffico organico era calato del 25% in sei mesi.
Nessuna penalizzazione.
Nessun errore tecnico.
Nessun cambiamento sul sito.
Il sito era lo stesso.
Il mondo intorno, no.
Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai notato qualcosa di simile.
Magari non un crollo, ma un calo costante.
Quei numeri su Google Analytics che ogni mese scendono un po’ di più, senza una ragione apparente.
Ti capisco.
Ci sono passato anche io.
In questo articolo ti mostro cosa sta succedendo al traffico organico nel 2025-2026, con dati aggiornati a febbraio 2026.
Non opinioni: numeri.
E alla fine, ti spiego cosa puoi fare concretamente.
Le persone non cercano più come prima
Guardiamo in faccia la realtà: il problema non è il tuo sito.
Il problema è che le persone hanno cambiato il modo in cui cercano informazioni.
Secondo uno studio di HigherVisibility su 1.500 utenti americani, tra febbraio e agosto 2025 la quota di Google per le ricerche informative è scesa dal 73% al 66,9%.
Nello stesso periodo, l’uso di ChatGPT per cercare informazioni è triplicato: dal 4,1% al 12,5%.
Fonte: HigherVisibility – How People Search Today, ago 2025
Il dato che mi ha colpito di più?
L’utilizzo quotidiano di strumenti AI è più che raddoppiato (dal 14% al 29,2%), e la percentuale di chi non ha “mai usato” un’AI è crollata dal 28,5% al 16,3%.
In poche parole: le persone che prima aprivano Google e digitavano una parola chiave, oggi aprono ChatGPT e fanno una domanda completa.
E si aspettano una risposta diretta, non una lista di link.
A settembre 2025, un’indagine Ipsos per Google su 21.000 persone in 21 paesi (Italia inclusa) ha confermato il trend: il 66% degli intervistati ha usato almeno uno strumento AI nell’ultimo anno.
Due persone su tre.
Fonte: Ipsos/Google Multi-Country AI Survey 2026
Le ricerche senza click: il cuore del problema
Ma c’è un secondo problema, e riguarda anche chi cerca ancora su Google.
Le AI Overviews, quei riquadri con il riassunto generato dall’intelligenza artificiale che compaiono in cima ai risultati, sono attive in Italia dal 26 marzo 2025 e stanno cambiando tutto.
Fonte: Search Engine Land, mar 2025
Il meccanismo è semplice.
L’utente cerca qualcosa, Google gli mostra direttamente la risposta in cima alla pagina.
L’utente legge, trova quello che cercava, e se ne va.
Senza cliccare su nessun risultato.
Sono le cosiddette “zero-click searches“: ricerche che finiscono senza che nessuno visiti il tuo sito.
Quante sono?
I numeri fanno riflettere.
| Scenario | Ricerche senza click |
|---|---|
| Ricerche Google normali (senza AI Overview) | 58-60% |
| Ricerche con AI Overview | 83% |
| Google AI Mode (attivo in Italia da ottobre 2025) | 93% |
Fonti: Semrush, 2025 | Click-Vision, 2026 | Exposure Ninja
Fermati un secondo su quel 93%.
Google AI Mode, la modalità che trasforma la ricerca in una conversazione, come chattare con ChatGPT ma dentro Google, è attivo in Italia dall’8 ottobre 2025.
E quando le persone lo usano, nel 93% dei casi non cliccano su nessun link.
Fonte: Trending Topics, ott 2025
L’impatto reale: quanto traffico si perde?
Ecco dove il discorso si fa concreto.
Quanto stanno calando i click sui risultati organici quando c’è un’AI Overview?
| Studio | Calo CTR organico | Metodo |
|---|---|---|
| Ahrefs (feb 2026) | -58% | 300.000 keyword analizzate |
| Seer Interactive (2025) | -61% | 3.119 query, 42 organizzazioni |
| Pew Research Center (2025) | -46,7% | 68.000 ricerche reali |
Fonti: Ahrefs, feb 2026 | Seer Interactive | Search Engine Journal, ott 2025
Un dato che rende l’idea: solo l’1% degli utenti clicca su un link dentro l’AI Overview.
E l’AI Overview occupa circa 1.345 pixel sullo schermo, spingendo il primo risultato organico a 1.674 pixel dalla cima della pagina.
In pratica, sotto la piega.
Il risultato?
A livello globale, il traffico che Google manda ai siti di news è calato del 33% nel 2025 (del 38% negli Stati Uniti).
Per i big publisher i numeri sono ancora peggio: Forbes -50%, Business Insider -48%, HubSpot fino a -80%.
Fonti: Reuters Institute / Press Gazette | Digital Bloom, ott 2025
E in Italia? Cosa sta succedendo
L’Italia è un caso interessante, e non per motivi positivi.
Gianluca Fiorelli, SEO internazionale, ha sottolineato che “l’Italia è stata storicamente usata da Google come terreno di test”.
Un mercato grande, una sola lingua non condivisa con altri paesi.
Perfetto per sperimentare.
Ivano Di Biasi, CEO di SEOZoom, ha confermato il quadro: “Il grande cambiamento è avvenuto quando le AI Overview sono state rilasciate in Italia, perché abbiamo visto molto traffico andare giù e andare da nessuna parte.”
Fonti: Affiverse Media, set 2025 | Advanced Web Ranking – Intervista Di Biasi, nov 2025
I siti informativi italiani hanno registrato cali tra il 30% e il 40% dopo l’attivazione delle AI Overviews.
L’analisi di SEOZoom sul Core Update di dicembre 2025 mostra il quadro in modo ancora più chiaro.
| Sito | Cosa è successo | Perché |
|---|---|---|
| Meteo.it | -5,4 milioni di traffico | Contenuto utility: l’AI risponde al posto tuo |
| Humanitas.it | Traffico in calo, ma più presente nelle AI Overview | Sta guadagnando visibilità AI perdendo click |
| MyPersonalTrainer.it | Trend negativo continuo | Settore wellness molto colpito |
| Aranzulla.it | Recupero parziale | Ha interrotto il trend negativo, ma non ai livelli storici |
Fonte: SEOZoom – December 2025 Update Analysis
Importante: il caso Humanitas è emblematico.
Perde traffico organico tradizionale ma guadagna presenza nelle AI Overview.
Questo ci dice qualcosa di fondamentale: traffico organico e visibilità AI sono due metriche distinte.
Chi vince su una non necessariamente vince sull’altra.
La buona notizia (perché c’è)
So che fin qui i numeri non sono esattamente incoraggianti.
Ma c’è un dato che cambia la prospettiva.
Il traffico che arriva dalle piattaforme AI converte molto meglio di quello tradizionale:
| Fonte del traffico | Tasso di conversione |
|---|---|
| ChatGPT | 15,9% |
| Perplexity | 10,5% |
| Media traffico AI | 14,2% |
| Google organico tradizionale | 2,8% |
Fonti: Exposure Ninja | Seer Interactive
Cinque volte di più.
Non è poco.
Neil Patel ha documentato lo stesso paradosso: traffico organico -12,7%, ma revenue +10,9% e revenue per visitatore +27%.
Meno persone arrivano, ma quelle che arrivano sanno già cosa vogliono.
Fonte: Neil Patel – Organic Traffic Still Driving Revenue
In poche parole: l’AI sta filtrando.
Chi cercava solo un’informazione generica la trova direttamente nella risposta AI, senza visitare il tuo sito.
Chi arriva da te, arriva con un intento più forte.
Importante: questo paradosso funziona per chi vende prodotti o servizi.
Per chi vive di pubblicità display (banner, CPM), meno traffico significa meno ricavi.
Punto.
Ecco cosa puoi fare
Se traffico organico è sinonimo di SEO, allora devi cambiare la SEO.
E in effetti… la SEO è cambiata, così come è cambiato il modo in cui le persone cercano informazioni su internet.
Il gioco è cambiato, e chi non si adatta resterà indietro.
Ecco cinque azioni concrete che puoi fare già da oggi, probabilmente non risolverai tutti i tuoi problemi, ma sarà un primo passo nella giusta direzione.
1. Controlla il tuo robots.txt. Assicurati che i crawler delle AI possano leggere il tuo sito. Cerca GPTBot, PerplexityBot, Google-Extended. Se sono bloccati, le AI non possono citarti. È come chiudere la porta a chi vuole parlare di te.
2. Cerca il tuo brand su ChatGPT e Perplexity. Fai domande sul tuo settore e vedi se vieni citato. Se non compari, sai da dove partire. Se compari con informazioni sbagliate, hai un problema ancora più urgente.
3. Aggiorna i contenuti più importanti. I dati mostrano che i contenuti aggiornati negli ultimi 3 mesi vengono citati il doppio dalle AI rispetto a quelli vecchi. Non serve riscrivere tutto: aggiorna i dati, aggiungi fonti recenti, migliora le risposte.
4. Aggiungi dati strutturati alle pagine chiave. Lo Schema Markup (in parole semplici: un codice che aiuta le AI a capire cosa c’è nella tua pagina) è il biglietto d’ingresso per farsi citare. In particolare il FAQPage per le pagine che rispondono a domande frequenti.
5. Produci contenuti con dati originali. Le AI citano solo 2-7 fonti per ogni risposta. Vincono i contenuti con ricerche originali, esperienze reali, numeri esclusivi. Non l’ennesimo articolo riciclato.
In sintesi
Non aspettare che il traffico cali ancora per capire cosa sta succedendo.
I numeri parlano chiaro:
Il 58-60% delle ricerche Google finisce senza click.
Con le AI Overviews si sale all’83%. Con AI Mode al 93%.
Il traffico dai motori verso i publisher è calato del 33% nel 2025.
Ma il traffico dalle piattaforme AI converte 5 volte meglio di quello tradizionale.
La domanda non è “se” adattarsi.
È “quanto velocemente“.
L’Italia è ancora in una fase iniziale di adozione (1,3 milioni di utenti ChatGPT su 59 milioni di abitanti).
Chi si posiziona ora come fonte autorevole per le AI avrà un vantaggio enorme tra 12-18 mesi, quando tutti gli altri si sveglieranno.
Non devi stravolgere tutto domani.
Ma inizia.
Anche solo con un piccolo passo.
Come diceva Charles Darwin, non è la specie più forte a sopravvivere, né la più intelligente, ma quella che risponde meglio al cambiamento.
Leggi anche: “Statistiche AI in Italia e Europa 2026: Cosa Sta Cambiando Davvero nella Ricerca Online“
Fonti principali
- HigherVisibility – How People Search Today
- Ipsos/Google Multi-Country AI Survey 2026
- Semrush / Search Engine Land – Zero-Click Study
- Ahrefs – AI Overviews Reduce Clicks (feb 2026)
- Seer Interactive – AI Overviews CTR Study
- Reuters Institute / Press Gazette – Journalism Trends 2026
- SEOZoom – December 2025 Update Analysis
- Exposure Ninja – AI Search Statistics
- Neil Patel – Organic Traffic Still Driving Revenue
- Search Engine Land – AI Overviews EU Launch
- Trending Topics – Google AI Mode Europe
- Digital Bloom – 2025 Organic Traffic Crisis
- Affiverse Media – Google AI Mode Goes Global
- Advanced Web Ranking – Intervista Di Biasi
- Click-Vision – Zero-Click Search Statistics



