Qual è il migliore AI tool per scrivere con l’AI?
Beh… considera che la mia attività principale è il content marketing e il SEO copywriting, e uso l’AI per aiutarmi nella scrittura da prima che arrivasse il boom di ChatGPT, ma ancora non ti so dire qual è lo strumento migliore.
Posso dirti che Claude è ottimo, ma anche ChatGPT scrive molto bene. Poi esistono tool come Jasper, per esempio, che sono sviluppati proprio per scrivere contenuti.
In realtà vanno tutti bene, quello che devi capire è con quale ti trovi meglio, perché ogni AI tool, per scrivere articoli decenti, ha bisogno di un lavoro di ottimizzazione non da poco.
Anche questo articolo l’ho scritto con l’AI ma l’introduzione me la sto scrivendo da solo, proprio perché so che se la facessi scrivere a Claude, sarebbe vuota, senz’anima direi.
Invece qui ci sono io al 100%.
Nel resto del testo sono sempre io.
Ho fornito la struttura, ho effettuato le ricerche, ho condiviso esperienze, ma mi sono fatto aiutare. Perché questo fa veramente oggi l’AI: ti aiuta.
Oggi con gli AI tool possiamo scrivere 100 articoli al giorno, ma sono veramente utili?
Ora però mi fermo, altrimenti divento sentimentale, parliamo degli AI tool. Perché se oggi cerchi il migliore AI tool per scrivere i tuoi contenuti, sei nel posto giusto!
E qui si parla solo di testo. Per le immagini e per i video ci sono i pezzi dedicati, e la vista d’insieme su tutti gli AI tool sta nella guida completa agli AI tool per creare contenuti.
ChatGPT: il tuttofare ideale per iniziare
ChatGPT è l’AI più conosciuta, e oggi partono quasi tutti da qui.
Bisogna però tenere presente una cosa: non è stata creata solo per scrivere contenuti, ma per fare molto di più.
In altre parole, ChatGPT ti mette in condizione di scrivere: raccoglie materiale, costruisce una scaletta, sintetizza un documento di quaranta pagine, risponde alle email che ti rubano la mattina.
Sui testi non è male, ma va programmata per bene perché tende ad essere un po’ scontata e ripetitiva.
Con la serie GPT-5, arrivata a giugno 2026 alla versione 5.6, la qualità è salita parecchio rispetto a GPT-4, ma se non la ottimizzi, anche in questo caso il risultato è una scrittura senza voce.
- Quando ti serve: raccogliere materiale, costruire scalette, sintetizzare documenti, generare varianti, sbrigare compiti ripetitivi.
- Punti di forza: cerca su internet quando gli serve un dato aggiornato, segue istruzioni lunghe fatte di più passaggi, i GPT personalizzati per i lavori che ripeti.
- Il limite: la scrittura è pulita ma piatta, e la struttura è prevedibile.
- Per chi è utile: chi comincia adesso con l’AI e chi vuole un solo strumento che faccia molte cose.
Claude: la prosa che non parla come un robot
Se hai mai letto un testo scritto dall’AI e hai pensato “questo l’ha fatto una macchina”, il problema era il ritmo. Frasi tutte della stessa lunghezza, connettivi sempre uguali, mai una che ti sorprende.
Claude è lo strumento che uso di più per scrivere, ed è la ragione per cui sta in questo elenco. La prosa ha un ritmo umano e la differenza si sente soprattutto sulla distanza: un articolo lungo non si sfilaccia a metà.
Tutto questo però solo se sai programmarlo correttamente, altrimenti, dopo un po’, vedi tutti i suoi limiti.
Vuol dire aprire un progetto e caricarci dentro i file con le tue regole e i tuoi materiali, quelli che si rilegge a ogni conversazione. Senza, riparti da zero ogni volta.
C’è un buco però, ed è grosso: di SEO non sa molto, e il guaio è che crede di saperne. Anche qui la soluzione è istruirlo: gli carichi una skill, cioè un set di istruzioni che segue passo passo, e da lì in poi lavora con le tue regole invece che con le sue.
- Quando ti serve: articoli lunghi, riscritture, analisi, testi che devono rispettare un tono preciso.
- Punti di forza: tiene la coerenza sui testi lunghi, segue istruzioni complesse, rispetta una linea editoriale se gliela dai scritta.
- Il limite: per la SEO serve caricargli una skill, altrimenti improvvisa.
- Per chi è utile: chi scrive testi lunghi e vuole che sembrino scritti da una persona.
Jasper: l’AI con tutto quello che ti serve per scrivere
Jasper è stato il primo strumento AI che ho usato, prima ancora che arrivasse ChatGPT.
Il suo mestiere è uno solo: creare contenuti per qualsiasi canale.
Uno dei suoi punti forti è la possibilità di creare una “Brand Voice” che si addestra sui tuoi testi e resta fra una sessione e l’altra, così il post della collega e la tua landing page sembrano usciti dalla stessa testa.
Negli anni ha sempre implementato nuove funzioni, oggi ha anche un Optimization Agent per SEO, GEO e ricerca AI, un Research Agent che raccoglie informazioni prima di scrivere, un Translation Agent, più i connettori alla knowledge base interna.
Resta un punto fermo: da Jasper non esce niente di finito.
Nessuno strumento di questo elenco produce testo pubblicabile senza una mano umana sopra, e qui meno che altrove, perché la coerenza che ti dà è di superficie.
- Quando ti serve: più persone che scrivono per lo stesso marchio su canali diversi.
- Punti di forza: Brand Voice che resta fra le sessioni, agenti dedicati a ricerca, ottimizzazione e traduzione, connettori alla knowledge base aziendale.
- Il limite: costa, e l’output va comunque revisionato per intero.
- Per chi è utile: PMI e team di comunicazione che devono scalare senza perdere il tono.
Anyword: il copy che deve convertire, non piacere
Un titolo bello e un titolo che converte non sono la stessa cosa. Chi fa campagne lo sa e ci convive ogni giorno.
Anyword fa un mestiere che nessun altro qui dentro fa: prova a dirti come andrà un testo prima che tu lo pubblichi. Genera le varianti e dà a ognuna un punteggio di conversione, calcolato sui dati delle campagne.
Qui però bisogna fare una precisazione. Fino a qualche mese fa il fornitore dichiarava una percentuale di accuratezza per queste previsioni.
Oggi quel numero dalla pagina ufficiale è sparito, e io non riporto cifre che alla fonte non trovo più. Il punteggio resta un modo per confrontare fra loro le tue varianti, non una misura assoluta.
Nel frattempo si è aperto agli altri: puoi portarci dentro testi scritti con ChatGPT o con Claude e usarlo solo per limarli.
- Quando ti serve: annunci, titoli di landing page, oggetti email, descrizioni prodotto.
- Punti di forza: confronto fra varianti prima della pubblicazione, test rapidi, funziona anche sopra testi generati altrove.
- Il limite: per lo storytelling non è lo strumento giusto, è nato per il copy commerciale.
- Per chi è utile: chi fa campagne e misura i risultati.
Writesonic: sapere se le AI ti citano
Se conosci Writesonic come “quello che sforna articoli in fretta”, devi sapere che è cambiato, e basta guardare il prezzo per capirlo.
Oggi fa molte più cose, ti dice se e come il tuo brand compare nelle risposte di ChatGPT, di Gemini e negli AI Overviews di Google.
Ovviamente lo puoi usare ancora per scrivere, ma quello che ti offre è molto importante, perché se le persone chiedono alle AI invece di cercare, esserci nelle risposte diventa l’obiettivo di qualunque brand.
Ne parlo in come far comparire il tuo brand su ChatGPT.
Costa di più, sì, ma stai comprando anche un SEO tool. Se cerchi solo un aiuto per scrivere, stai comprando la cosa sbagliata.
- Quando ti serve: controllare se il tuo marchio compare nelle risposte delle AI e negli AI Overviews.
- Punti di forza: monitoraggio su più piattaforme AI, audit del sito, articoli inclusi nel piano.
- Il limite: non esiste un piano gratuito, solo una prova, e il piano base è il più caro dei cinque. La scrittura è la parte meno interessante di quello che paghi.
- Per chi è utile: chi ha già un marchio da difendere nelle risposte delle AI.
Quanto costano davvero
Due dei cinque hanno un piano gratuito vero, e sono anche i due che coprono la maggior parte del lavoro di scrittura. Gli altri tre partono da cifre che hanno senso solo se ti serve la loro specialità.
Quello che cambia davvero non è quanto costa il piano base. È se stai pagando per scrivere o per qualcos’altro.
| Strumento | Piano gratuito | Prezzo del piano base | Cosa include |
|---|---|---|---|
| ChatGPT | Sì, con limiti | Go, 8 dollari al mese negli Stati Uniti, con prezzi localizzati in alcuni mercati | Dieci volte i messaggi, i caricamenti e le immagini del piano gratuito, memoria e contesto più ampi. Sopra: Plus a 20 dollari, Pro da 100 |
| Claude | Sì, con limiti | Pro, 20 dollari al mese, 17 con abbonamento annuale | Limiti d’uso più alti, Progetti, Claude Code, accesso alla ricerca |
| Jasper | No, prova di 7 giorni | Pro, 69 dollari al mese, 59 con abbonamento annuale | Una postazione, 2 Brand Voice, 5 risorse di knowledge base, 3 audience, agenti di marketing |
| Anyword | No, prova di 7 giorni con 2.500 parole | Starter, 49 dollari al mese, 39 con abbonamento annuale | Generazione illimitata, 50 previsioni di performance al mese, una postazione, una brand voice |
| Writesonic | No, solo prova gratuita | Starter, 79 dollari al mese con fatturazione annuale | Monitoraggio su ChatGPT, Gemini e AI Overviews, 50 prompt tracciati al giorno, 15 articoli al mese, 10 audit del sito |
Come scegliere, in pratica
Parti dalla prova gratuita.
Prendi un tuo paragrafo, uno già scritto e già tuo, e chiedi a due strumenti di riscriverlo mantenendo il tono. Trenta secondi. Quello che ti somiglia lo vedi subito, e non serve un test più lungo.
Poi sali per gradi.
Il piano gratuito regge più di quanto pensi. Passa a quello base quando ti sta stretto davvero, e a quello superiore solo quando ti manca una funzione precisa, che sai nominare. Comprare subito il piano alto è lo sbaglio che fanno tutti, e l’ho fatto anch’io.
Poi tocca a te.
- Devi scrivere testi lunghi che portino la tua firma: Claude
- Ti serve un solo strumento che faccia un po’ di tutto: ChatGPT
- Più persone scrivono per lo stesso marchio: Jasper
- Fai campagne e ti serve sapere quale variante converte: Anyword
- Vuoi sapere se le AI ti citano: Writesonic
- Budget zero e voglia di capire come funziona: ChatGPT o Claude, piano gratuito
Importante: un prompt fatto bene su un piano gratuito batte un prompt buttato lì sulla piattaforma più cara.
L’AI può scrivere anche l’80%, ma solo te puoi dare il valore aggiunto. Non è una mia opinione: fra le domande che Google mette nella guida sui contenuti utili c’è se il contenuto dimostri esperienza diretta, quella di chi il prodotto l’ha usato davvero. È la prima E di EEAT, ed è la parte che un modello non può mettere al posto tuo.
Una volta scritto, il testo va ottimizzato, e per quello leggi anche i 46 strumenti SEO gratuiti che ho messo insieme in un pezzo a parte.
Questo è quello che ho imparato io, sbagliando e pagando anche abbonamenti che non usavo. Te devi trovare la tua strada, ma il mio consiglio è di non fermarti al primo AI tool.
Nessuno dei cinque strumenti citati mi paga e in questo articolo non ci sono link di affiliazione. Prezzi, piani e funzioni sono quelli dichiarati dai fornitori sulle rispettive pagine ufficiali. Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2026.



